Nel nome della falsa sostenibilità qualche sindaco gioca d’azzardo e invece che proteggere l’ambiente taglia le gambe alle persone che hanno meno mezzi economici. E’ quanto ha fatto Gianluca Dessì, pirotecnico sindaco di Villasimius, in Sardegna. Nel luglio del 2025 un incendio ha devastato la spiaggia di Punta Molentis, uno dei luoghi più affascinanti e incontaminati di tutta la Sardegna. Così il sindaco ha pensato bene di fare un giro di vite, molto pesante, per i frequentatori della spiaggia, con un’ordinanza entrata in vigore nel giugno del 2026.
Numero chiuso a 150 persone contemporaneamente (e questo può essere anche un provvedimento ragionevole), ticket di 10 euro a persona (ma perché bisogna colpire ancora una volta i più deboli, in questo caso i frequentatori delle poche spiagge libere rimaste in Italia?), divieto dell’uso di ombrelloni, ritenuti “inquinanti”, con l’eccezione di persone over 65 e bambini. Poi quest’ultima parte dei divieto è stata leggermente ammorbidita, anche per le proteste da parte della stesse associazioni ambientaliste, e il sindaco ha concesso un ombrellone (di piccole dimensioni) a famiglia.
Il provvedimento è squilibrato per almeno due buoni motivi. Non è certo con l’eliminazione dell’ombra, e dunque della possibilità di mettere un ombrellone, che si difende l’equilibrio precario di un luogo così delicato. Tantomeno si ottiene questo risultato in termini di protezione ambientale tassando quelli che non possono permettersi le spiagge a pagamento (dove un ombrellone costa anche 50 euro) e frequentano le poche zone libere ancora presenti in Italia. Questa è soltanto un’odiosa discrimanzione a svantaggio dei meno abbienti.
Foto di copertina tratta da www.sardegnaturismo.it
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