Perché il medico fa dire trentatré

Contiene consonanti e vibra bene nel petto: a quel punto l'intensità del suono consente la diagnosi. Perché invece si picchetta il torce e l'addome

Uova di Pasqua57

Durante una visita medica  il medico può farvi dire “trentatré” mentre appoggia la mano sul torace. In realtà questo antico e ancora validissimo metodo non fa altro che sfruttare le vibrazioni della voce per capire come si propagano attraverso i polmoni e la gabbia toracica.

Il numero “trentatré” è tradizionale perché contiene consonanti sonore e vibra bene nel petto.

Quindi “dire trentatré” serve soprattutto a capire:

  • se il polmone trasmette il suono normalmente,
  • troppo bene,
  • oppure troppo poco.

Mentre lo pronunciate, il medico ascolta con lo stetoscopio se il suono arriva:

  • attutito: può esserci aria o liquido che ostacola la trasmissione;
  • ovattato e indistinto: con vibrazioni attenuate, vuol dire che le condizioni sono normali;
  • debole: c’è un eccesso di aria nei polmoni, che potrebbe indicare una broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) o un enfisema;
  • più forte o più chiaro del normale: può indicare che il tessuto polmonare è diventato più “denso”, come può accadere in presenza di un’infiammazione o di un’infezione (per esempio una polmonite);
  • asimmetrico tra i due lati : può suggerire un problema localizzato.

Questo esame fa parte della valutazione del cosiddetto fremito vocale e della trasmissione della voce nei polmoni: una manovra rapida, indolore e molto antica nella medicina clinica, che ancora oggi viene valutato come uno strumento prezioso, un indizio-chiave, per fare una diagnosi già durante la visita, e prima di eventuali accertamenti.

Un altro metodo antico e ancora molto valido per arrivare rapidamente a una diagnosi è la percussione del torace e dell’addome. nel “picchiettare” con le dita sul corpo per capire, dal suono prodotto, cosa c’è sotto: aria, liquido o tessuto solido. È una tecnica molto usata sia nel torace sia nell’addome.

Nel torace, la percussione serve soprattutto a valutare i polmoni:

  • Suono chiaro/risonante → normale, indica polmone pieno d’aria.
  • Suono ottuso (più sordo) → può indicare polmonite, liquido pleurico o una massa.
  • Suono iper-risonante (troppo “vuoto”) → può comparire in enfisema o pneumotorace.

Nel torace quindi aiuta a capire se c’è:

  • troppa aria,
  • troppo poco aria,
  • liquido,
  • oppure tessuto addensato.

Nell’addome, invece, serve a capire la distribuzione di aria, liquidi e organi:

  • Suono timpanico (simile a un tamburo) → normale presenza di aria nell’intestino.
  • Suono ottuso → può indicare organi ingrossati, masse, feci o liquido libero nell’addome (ascite).

Con la percussione addominale il medico può orientarsi su:

  • dimensioni di fegato e milza,
  • accumulo di liquido,
  • distensione intestinale,
  • presenza di masse.

È un metodo semplice ma molto utile perché dà informazioni immediate senza strumenti invasivi.

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