L’80 per cento degli italiani conserva un apparecchio elettronico che funziona ma non usa

E il 61 per cento invece nasconde in casa quelli rotti, invece di smaltirli

RICICLO DISPOSITIVI ELETTRONICI

Le nostre case sono imbottite di apparecchi elettronici che non usiamo, sia quelli funzionanti, sia quelli che dovrebbero essere smaltiti o riciclati.  Secondo una ricerca IPSOS realizzata per Erion, l’81% degli italiani conserva in casa almeno un apparecchio elettronico ancora funzionante ma non più utilizzato. Tradotto in numeri assoluti: considerando una popolazione italiana di circa 59 milioni di persone, si tratta di circa 48 milioni di italiani che tengono almeno un dispositivo elettronico inutilizzato in casa (una stima basata sulla percentuale dell’indagine).

Poi ci sono quelli che conservano in casa apparecchi rotti e non più utilizzabili: sono il 61 per cento degli italiani.

Sommando le due categorie , potremmo fare una caccia al tesoro collettive in tutte le case degli italiani alla ricerca degli elettrodomestici sprecati.

Le motivazioni di fondo di questi comportamente, apparentemente incomprensibile, sono tre:

  • La falsa convinzione che l’apparecchio “potrebbe tornare utile”. Un vecchio telefono, un caricatore, una macchina fotografica o un piccolo elettrodomestico vengono conservati perché si pensa che un giorno possano servire come riserva, per pezzi di ricambio o in caso di emergenza. Non è vero che o non funziona e andrebbe riparato (ammesso che sia possibile), oppure lo abbiamo già sostituito con un nuovo modello, e quello vecchio certo non ci serve più.
  • La lentezza nel decidere. Quando si tratta di buttare qualcosa, o di fare un decluttering generale, abbiamo sempre qualche buona scusa per rallentare la nostra azione, e ci siamo abituati sempre a prendere tempo. Intanto, però,  l’elettronica invecchia molto velocemente, e un dispositivo che sembrava importante cinque anni fa può diventare quasi inutilizzabile. Eppure la decisione di eliminarlo, e magari donarlo a chi non può permettersi l’acquisto, viene rimandata.
  • L’ignoranza sullo smaltimento.  Molte persone non sanno che gli apparecchi elettronici sono rifiuti speciali (RAEE) e possono essere portati nelle isole ecologiche o restituiti ai negozi in certi casi. Se il percorso di smaltimento non è chiaro, il cassetto diventa una soluzione temporanea, che poi dura anni.Circa i due terzi degli italiani (anche questo dato è documentato dalla ricerca Ispos) ignora l’esistenza del ritiro “1 contro 0”, molto comodo nel caso di piccoli rifiuti elettronici
  • Questa piccola rivoluzione nei consumi di oggetti elettronici, prevede la possibilit portare un piccolo dispositivo elettronico da buttare (per esempio un vecchio cellulare, un caricabatterie, una tastiera, un telecomando, una lampadina a LED, un rasoio elettrico o altri piccoli apparecchi) in un negozio che vende apparecchiature elettroniche. Il negozio deve ritirarlo gratuitamente, se ha una superficie di vendita dedicata alle apparecchiature elettriche ed elettroniche sufficientemente grande (in generale almeno 400 m² per i negozi soggetti all’obbligo). E il consumatore non deve comprare nulla, l’unica cosa che deve controllare è la dimensione dell’oggetto. Nessun lato del rifiuto elettronico deve avere una misura superiore ai 25 centimetri.
  • Sarà poi il negozio ad avviare il corretto trattamento e riciclo del rifiuto.

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