Siciliano o calabrese? Il duello tutto made in Italy per stabilire il miglior origano del mondo è sempre aperto, anche se tutti gli esperti vedono il prodotto siciliano sul podio. Più aromatico, persistente, intenso e profumato: ha una completezza assoluta, che funziona bene per qualsiasi tipo di menù L’origano calabrese, generalmente più rustico, deciso e pungente, molto adatto a sughi, carne, verdure grigliate e piatti saporiti.
Le zone che guarderei per prime sono:
- Pantelleria: merita una menzione a parte. Ambiente estremamente soleggiato, ventoso e arido, ideale per piante aromatiche molto concentrate.
- Monti Iblei: soprattutto nell’area tra Ragusa, Siracusa e Catania. Clima caldo e terreni calcarei: origano molto intenso e profumato.
- Monti Nebrodi: nelle zone più asciutte e assolate; tende ad avere un profilo aromatico molto ricco.
- Madonie: l’origano spontaneo delle aree montane può essere particolarmente aromatico, grazie all’escursione termica.
Il primato di Pantelleria è legato a circostanze molto specifiche: i suoli ricchi di minerali e poveri d’acqua favoriscono una pianta molto aromatica, l’abbondante insolazione e le alte temperature concentrano gli oli essenziali, responsabili del profumo e del sapore; il forte vento e la scarsità d’acqua sottopongono la pianta a stress naturale, che può contribuire a una maggiore concentrazione delle sostanze aromatiche. Una buona parte dell’origano di Pantelleria dell’origano dell’isola cresce in condizioni naturali, senza irrigazione intensiva.
La reputazione dell’origano siciliano molto aromatico non è soltanto una questione di tradizione: esiste una base chimica misurabile, e il timolo è uno dei protagonisti. Uno studio molto interessante ha analizzato 57 campioni di origano selvatico raccolti in diverse zone della Sicilia. I ricercatori hanno studiato sia gli estratti sia gli oli essenziali e hanno identificato 81 componenti. I principali erano timolo, p-cimene e γ-terpinene. Il timolo è stato studiato per le sue proprietà antimicrobiche e antiossidanti.
Quanto all’origano calabrese, le aree che personalmente prenderei in considerazione sono:
- Aspromonte: probabilmente la zona che cercherei per prima. L’origano selvatico delle aree interne può essere molto intenso, balsamico e persistente.
- Serre Calabresi: zona montana con una grande tradizione di erbe aromatiche; può dare un origano molto profumato.
- Sila: clima più fresco e montano; l’aroma può risultare leggermente meno aggressivo ma molto caratteristico.
- Pollino: soprattutto nelle zone più calde e assolate ai margini del massiccio; ottimo potenziale aromatico.
- Area ionica calabrese: tra le zone collinari dell’alto e medio Ionio, il clima secco e assolato favorisce un origano particolarmente concentrato.
Ma come si conserva l’origano per averlo tutto l’anno e non sprecarlo? Il metodo migliore è metterlo in un barattolo di vetro, perfettamente asciutto e con chiusura ermetica, in modo che non prenda luce, calore e umidità. Nel barattolo vanno inseriti i rametti interi, in modo che l’origano possa essere sbriciolato solo al momento dell’uso. In questo modo il suo aroma naturale durerà più a lungo.
Se essiccato e conservato bene, l’origano può durare anche 2 anni, e c’è un piccolo trucco per capire se è ancora di ottima qualità. Strofinate una fogliolina tra le dita, e se emana un aroma ancora integro e forte, allora significa che l’origano è ancora al meglio della sua condizione naturale. Se invece l’aroma è appannato, allora vuol dire che l’origano è invecchiato troppo.
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