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Oggetti riciclati che diventano strumenti musicali, Guido Antoniotti suona vecchie scope e racchette da tennis (video)

Questo ex fotografo sessantacinquenne a Candelo, in provincia di Biella, ha dato vita a una bottega nella quale crea incredibili strumenti utilizzando gli oggetti più disparati, che altrimenti finirebbero nel cassonetto

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MUSICA CON STRUMENTI RICICLATI

Scope che diventano flauti, vecchie cassette di legno che si trasformano in chitarre. Guido Antoniotti, ex fotografo sessantacinquenne, fabbrica strumenti musicali con oggetti destinati al cassonetto. La sua è una vera e propria magia attraverso la quale riesce a far nascere splendide armonie grazie a tanto ingegno e un’abilità invidiabile. E pensare che la musica nella sua vita è arrivata solo recentemente.

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GUIDO ANTONIOTTI

“A scuola – ha raccontato in una recente intervista al Corriere Sociale – la materia che odiavo di più era musica poi un parente mi ha portato un flauto dalla Persia. Da allora non ho più smesso”. Guido infatti ha aperto una bottega a Candelo, in provincia di Biella, dove accoglie i suoi ospiti suonando gli strumenti che ha appena finito di realizzare. Così lo si può sorprendere mentre sofia all’interno di flauti realizzati con tubi da irrigazione, o mentre pizzica sulle corde di una chitarra ricavata da una vecchia racchetta da tennis. All’interno del suo negozio trovano posto decine di strumenti, provenienti da tutto il mondo, che Guido suona nonostante non sappia leggere neppure una nota. La sua passione per la musica, infatti, è esplosa all’improvviso, favorita da uno straordinario orecchio che gli ha permesso di migliorare pian piano da autodidatta.

STRUMENTI MUSICALI CON MATERIALE RICICLATO

L’idea di unire la musica al riciclo, ammette, la deve ad alcuni strumenti che gli hanno portato dei suoi amici dall’Africa. Quest’ultimi, infatti, nella stragrande maggioranza dei casi sono ricavati da oggetti nati con un altro scopo che, in società povere come quelle africane, sono stati riutilizzati per realizzare chitarre, flauti o tamburi. Uno spunto che Guido non poteva far cadere nel nulla, così ha cominciato a raccogliere tutto ciò che aveva delle potenzialità “musicali” e ha iniziato a sperimentare. I risultati, con il passare degli anni, sono diventati sempre più ammirevoli tanto che Guido ha cominciato ad utilizzare i suoi strumenti in pubblico e a far parte di alcune band musicali, come la Quinta Rua. Dimostrazione del fatto che, con un po’ d’ingegno, anche dall’oggetto più impensabile può dar vita a grandi melodie. 

Foto tratta dalla pagina Facebook di Emanuela Mezzadri Artista.

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