Muri della gentilezza - Non sprecare
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I “muri della gentilezza”, dove appendere cappotti per chi ne ha bisogno

Iran, Cina, India, Svezia, Italia. I muri appendiabiti si diffondono a macchia d'olio. Con una sola regola, la solidarietà, e un motto che li accomuna: chi ha bisogno prende, chi non usa più, lascia

MURI DELLA GENTILEZZA

Non tutti i muri vengono per schermarsi, dividere, separare, annullare la pacifica convivenza. Esistono dei muri bellissimi che sono tutti da fotografare, che raccontano storie: di gentilezza, compassione e solidarietà, su cui si appendono abiti non più utilizzati da lasciare a chi ne bisogno, per permettergli di affrontare le temperature rigide.
Muri che si stanno diffondendo a macchia d’olio, dal più lontano Iran alla Svezia, fino ad arrivare in Italia, dove i muri della gentilezza sono in aumento.  Monza, Trento, Catania e Bologna sono solo 4 esempi del fenomeno, il cui funzionamento è molto semplice: chiunque può prendere un cappotto se ne ha bisogno o lasciarne uno se non lo usa più.

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MURI DELLA GENTILEZZA MILANO

Un muro della gentilezza è sbarcato anche a Milano, alle spalle del Cimitero Monumentale, con un ottimo riscontro delle tante cittadini e dei tanti cittadini di via Paolo Sarpi che hanno già provveduto a riempirlo di indumenti caldi, cappotti, scarpe, ma anche libri e beni di prima necessità per far fronte all’emergenza freddo.  24 ore su 24, sempre disponibili in qualsiasi momento della giornata.

Il muro milanese di via Luigi Nono, approntato  e gestito da una particolare struttura, Il Tempio del futuro perduto, che raggruppa varie associazioni di solidarietà e cooperazione all’interno di una ex fabbrica. Gli operatori dello spazio garantiscono a chi arriva spinto dal bisogno, che insieme a vestiti e libri sarà possibile prendere anche sorrisi e abbracci, all’occorrenza. 

Nello spazio della Fabbrica del Vapore, messo a disposizione dal Comune di Milano per progetti con finalità sociali, in realtà, sono già due anni che senzatetto e persone in difficoltà possono andare a disporre di vestiario e scarpe usate. Ciò che cambia, però, è il concetto del dono: rendendolo anonimo, in un certo senso, si tutela la persona che lo riceve, ponendo l’accento sul gesto amorevole e non sull’asimmetria tra chi dona e chi riceve.

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Muro della Gentilezza Milano -Immagine tratta da Sky Tg24 // photocredits: Sky Tg24

MURI DELLA GENTILEZZA MONZA

A Monza, nella fredda Brianza, gli alberi si vestono con sciarpe, cappotti, maglioni, pantaloni e cappelli. No, non è un set cinematografico di un film fantasy, ma la bellissima realtà della raccolta di indumenti da donare a chiunque ne abbia bisogno.
Il bellissimo slogan della campagna “Se hai freddo, prendimi” campeggia sugli alberi insieme ai vestiti, ed è un’idea che rende molto fiera sia la cittadinanza che l’associazione che l’ha ideata, Salvagente Italia.
Nei giorni più bui e freddi dell’inverno, infatti, è un ottimo modo per bypassare la donazione diretta, che potrebbe far sentire a disagio chi riceve, vincere la diffidenza e aiutare concretamente chi ne ha bisogno a ripararsi dal freddo.
Nei 20 punti di distribuzione disseminati per le strade di Monza, i volontari e le volontarie stimano che i cappotti distribuiti sono, fin’ora, sessanta.

Il numero, comunque, potrebbe essere una stima al ribasso, perché non possono tener traccia di tutti gli abiti che le cittadine e i cittadini di Monza stanno appendendo agli alberi della città. Un modello virtuoso e vincente, che è stato ripreso anche nella vicina Desio grazie all’associazione Desio Città Aperta, che un paio di anni fa aveva già dato il via ad un esperimento simile appendendo gli abiti da donare in una cabina telefonica da dismettere.

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Muro della Gentilezza, Desio Foto tratta dalla pagina Facebook dell’associazione Desio Città Aperta

MURI DELLA GENTILEZZA TRENTO

Il muro della gentilezza di Piazza Fiera piuttosto è un maxi-armadio, dove chiunque può lasciare i capi invernali che non usa più. Il progetto, portato avanti dall’ufficio delle politiche giovanili, unisce arte e solidarietà: è stato decorato con una pittura murale dell’artista Senka Semak che rappresenta un corridoio nello spazio nel quale fluttuano palloncini bianchi che trasportano i vari abiti. Simbologia più che azzeccata,  poiché il palloncino, per le proprie caratteristiche di leggerezza e del farsi sospingere dalla corrente, si presta bene a rappresentare il concetto del donare senza ricevere.

MURI DELLA GENTILEZZA BARI

Anche nel capoluogo pugliese è approdato il Muro della Solidarietà, grazie al quale chiunque può lasciare o prendere abiti o coperte. Il concetto che sta alla base è quello di aiutare chi è in difficoltà senza necessariamente legare l’aiuto all’elemosina e al dono, cosa che potrebbe far sentire in difficoltà chi riceve o far loro sentire una condizione di inferiorità. Soprattutto, per l’associazione di volontariato InConTra, che gestisce il progetto, è importante che gli spazi che gli homeless vivono nella quotidianità siano preservati: per questo il muro della gentilezza di Bari è stato allestito in Piazzetta Balenzano, dove la sera già si provvede al servire la cena a chi vive in strada.

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MURI DELLA GENTILEZZA PISTOIA

Uno spazio in cui si possano prendere cappotti e sciarpe per proteggersi dal freddo: è il muro della gentilezza di Pistoia, la cui amministrazione ha da poco inaugurato l’iniziativa solidale. Il progetto, promosso dai giovani dell’Associazione Fondo Marco Mungai che ha coperto le spese per l’allestimento dello spazio, guarda ai tanti muri della gentilezza che sono attivi nel mondo, dalla città di Mashad, in Iran, fino alla Cina, l’India o l’Indonesia.Lo spazio che ospiterà gli appendiabiti nella città toscana sarà appositamente allestito e ricavato nella Biblioteca San Giorgio.

MURI DELLA GENTILEZZA CATANIA

A Catania, all’angolo con piazza della Repubblica, sono spuntati ganci attaccapanni dove si può lasciare cappelli, guanti, sciarpe e cappotti. Purché siano tutti in buone condizioni.Tante piccole carezze virtuali ai senzatetto sotto forma di indumenti caldi; un calore non solo corporeo, ma anche del cuore. Com’è nell’intento di chi ha promosso questo progetto nella città etnea, Laboriusa, piattaforma crowdfunding del Sud Italia legata al mondo del non-profit. I cittadini sono entusiasti: la macchina della solidarietà si è messa in moto e ha fatto sì che gli attaccapanni siano sempre pieni. In pieno spirito natalizio, portando calore e colore anche alla città.

MURI DELLA GENTILEZZA ITALIA

Nella penisola, da Nord a Sud, esempi di muri della solidarietà stanno fiorendo rigogliosi, testimoni della voglia di solidarietà del paese bello e reale, esasperato dalle narrazioni continue di un paese cattivo. I muri si moltiplicano: a Pinerolo, inaugurato a Novembre con la collaborazione di studenti e studentesse del locale liceo artistico, a Prato, in stazione centrale, o a Palermo, nel quartiere Brancaccio. Che, però,  è una sorta di armadio temporaneo, come un’esposizione. Ogni primo lunedì del mese l’associazione Uniamoci Onlus organizza un attaccapanni solidale per chiunque ne abbia necessità. Cittadini e cittadine del quartiere o homeless, non importa.

I muri della solidarietà sono arrivati anche in Campania, a Cerreto Sannita, grazie alla Caritas e alla locale diocesi, i cui muri ospitano cappotti, piumini e abiti invernali per difendersi dal lungo inverno. O a Bologna, in cui i muri della gentilezza non hanno posti specifici, ma possono essere anche delle grate da cantiere o delle transenne: disseminati un po’ ovunque in città, ogni punto utile a poter appendere degli abiti può diventare un wall of kindness.

Visione originale, che si lega alla vicenda del comune calabrese di Roseto Capo Spulico, in cui addirittura la gentilezza è un valore istituzionale, tanto da essere tutelata con un apposito assessorato. E proprio l’assessora alla Gentilezza, la giovanissima Francesca Perla, ha deciso di allestire un muro dove poter lasciare non solo vestiario e indumenti, ma anche giocattoli.

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Il muro di giocattoli di Roseto Capo Spulico / Photocredits: Calabria Magnifica

MURI DELLA GENTILEZZA SVEZIA

Nel rigido clima della Svezia, precisamente ad Uppsala, il muro della gentilezza è diventato una vera e propria installazione di arte contemporanea, con luci e begli appendiabiti di design.
L’iniziativa, in un paese in cui le temperature invernali sono rigidissime, è stata resa possibile da un’agenzia immobiliare della città, che ha deciso di investire in un Wall of Kindness che è diventato un vero e proprio fenomeno social, oltre a aiutare i senzatetto presenti ad Uppsala.

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Wall of Kindness, Uppsala /Foto tratta da Instagram

MURI DELLA GENTILEZZA IRAN

I muri della gentilezza non sono solo in Europa: basta spostarsi in medio-oriente, in Iran, precisamente a Mashhad, dove nel 2016 è stato messo a punto un progetto simile, ideato dai cittadini per aiutare i senzatettomuri colorati in diverse strade della città in cui lasciare cappotti, maglioni, pantaloni e camicie che non si utilizzano più.

Se non ne hai bisogno, lascialo. Se ti serve, prendilo: questo il motto alla base dell’iniziativa che si era estesa ed allargata anche ad altre città del paese.
Secondo dati ufficiali, infatti, in Iran vi sono ben 15mila senzatetto, ma le organizzazioni umanitarie presenti sul territorio sostengono che il numero di persone in difficoltà è purtroppo molto più alto. Da qui una rete di sostegno a chi ha bisogno che viene dal basso, autorganizzata e spontanea.

Decisamente tutte queste raccontate sono iniziative importanti che testimoniano sempre più l’importanza della condivisione, la necessità di aiutarsi reciprocamente e riscoprire il valore della comunità e dello stare insieme.

(Photocredits immagine di copertina: I Press/Fonte immagini a corredo del testo: Twitter – Instagram- Facebook salvo dove indicato diversamente)

STORIE DI GENTILEZZA:

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