Il caldo estremo uccide ogni anno mezzo milione di persone

Oltre 10mila le vittime in Italia, che triplicheranno entro il 2.100 secondo le previsioni scientifiche pubblicate su Lancet Public Health

morti per il caldo
Sempre peggio, e c’è ancora chi ha il coraggio di negare gli effetti della crisi climatica: secondo gli ultimi dati (del luglio 2026) dell’Organizzazione Mondiale della sanità (OMS), circa 489.000 persone muoiono ogni anno per il caldo estremo ( sono morti attribuibili alle alte temperature, e il 36 per cento del totale si concentrano in Europa) e la mortalità legata al caldo per le persone di età superiore ai 65 anni è aumentata dell’85 per cento tra il 2000 e il 2021.
Di queste vittime del caldo estremo, circa 10.400 persone all’anno muoiono in Italia (più di 800 soltanto a Roma) per cause attribuibili al caldo estremo nelle condizioni climatiche attuali: questa è la stima utilizzata dal Joint Research Centre, il Servizio scientifico e di conoscenza dell’Unione europea, in uno studio pubblicato nel 2025, che prevede un aumento fino a oltre 28.000 decessi annui entro il 2100 nello scenario di forte riscaldamento globale.
E purtroppo già nel 2026 la situazione registra un ulteriore peggioramento: secondo un’analisi dell’AFP, l’agenzia di stampa francese France-Press che ha elaborato i dati della mortalità da caldo estremo in 9 paesi europei,  in una sola ondata di calore, tra la fine di giugno e gli inizi di luglio del 2026, in Europa si sono contati 12.000 morti.
I morti per il caldo continueranno  ad aumentare in Europa, fino a triplicare entro il 2100, la fine del secolo. All’attuale ritmo della crisi climatica, secondo uno studio pubblicato su Lancet Public Health, entro la fine del secolo si passerà dagli attuali 43.729 morti per il caldo estremo, a 128.809 vittime delle temperature sempre più alte. E l’Italia è uno dei paesi più colpiti dal fenomeno: i circa 10mila decessi attuali diventeranno quasi 30mila entro la fine del secolo.

Lo studio, nel quale sono stati analizzati i dati provenienti da 854 città europee, è la prima mappatura completa, con la relativa proiezione del fenomeno, che colpisce innanzitutto le persone anziane (over 80)  e va di pari passo con l’invecchiamento della popolazione. Gli  aumenti maggiori della mortalità da caldo sono attesi nei Paesi dell’Europa meridionale e orientale, in particolare: Italia, Grecia, Spagna, alcune aree della Francia e dei Balcani. Le regioni mediterranee sono considerate le più vulnerabili perché combinano temperature più elevate, popolazioni più anziane e una maggiore esposizione alle ondate di calore.

La sfida sarà di adattare i sistemi sanitari nazionali a quella che non è più un’emergenza ma una patologia diffusa a tutti gli effetti, considerando che in Europa, in molte aree delle coste mediterranee, le temperature sopra i 40 gradi sono diventate la norma, e l’estate si è allungata fino a essere diventata una stagione che comprende non più tre, ma cinque mesi dell’anno. L’unica consolazione, in questo quadro così sconfortante, è che, per un effetto inverso, entro la fine del secolo diminuiranno in Europa, specie nei paesi del Nord, i morti per il freddo.

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