I morti per il cibo contaminato sono più di 1 milione e mezzo all’anno

La maggior parte di queste vite sprecate si concentrano in Africa e nell'Asia sud-orientale

come evitare intossicazioni alimentari

Secondo le stime dell’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ogni anno nel mondo circa 1,52 milioni di persone muoiono a causa di alimenti contaminati o non sicuri.

La contaminazione alimentare può essere dovuta a:

  • batteri (come Salmonella, Listeria, E. coli);
  • virus (come norovirus);
  • parassiti;
  • sostanze chimiche (ad esempio metalli pesanti o tossine).

Altri dati rilevanti:

  • circa 866 milioni di persone si ammalano ogni anno dopo aver consumato cibo contaminato;
  • i bambini sotto i 5 anni sono tra i più colpiti: rappresentano una quota molto elevata dei decessi, con oltre 140.000 morti annue nelle stime più recenti dell’OMS.
  • il peso maggiore si concentra nei Paesi a basso e medio reddito, soprattutto in alcune aree dell’Africa e dell’Asia sud-orientale.
Abbiamo frigoriferi, controlli microbiologici, tracciabilità digitale, sensori, analisi genetiche e norme alimentari molto avanzate, eppure milioni di persone continuano ad ammalarsi e circa 1,52 milioni muoiono ogni anno per alimenti contaminati. La spiegazione sta nel fatto che la tecnologia ha ridotto enormemente alcuni rischi, ma non ha eliminato le cause profonde.

Una grande parte dei decessi avviene in Paesi dove mancano:

  • acqua potabile sicura;
  • refrigerazione affidabile;
  • infrastrutture per conservare e trasportare gli alimenti;
  • controlli sanitari capillari;
  • accesso rapido alle cure.

Un alimento contaminato può partire da una piccola azienda agricola o da un mercato locale e causare un grande numero di casi.

Inoltre oggi un alimento può attraversare molti Paesi prima di arrivare nel piatto:

  • coltivazione;
  • raccolta;
  • lavorazione;
  • confezionamento;
  • trasporto;
  • distribuzione.

Ogni passaggio è un possibile punto di contaminazione. La globalizzazione permette di avere cibo tutto l’anno, ma rende anche più difficile controllare ogni singolo punto della filiera.

Inoltre batteri come Salmonella, Listeria ed E. coli non sono organismi statici:

  • possono adattarsi agli ambienti;
  • sviluppare resistenze agli antibiotici;
  • contaminare nuovi tipi di alimenti.

La tecnologia combatte una “corsa agli armamenti” biologica continua.

E infine lo  stesso alimento contaminato può causare:

  • un disturbo di pochi giorni in un adulto sano;
  • una malattia grave o mortale in un neonato, un anziano o una persona con difese immunitarie basse.
Nei Paesi con sistemi di sicurezza alimentare molto sviluppati, molte contaminazioni vengono individuate prima di causare grandi epidemie. Il problema è che la sicurezza alimentare mondiale non è uniforme: una parte del pianeta ha strumenti molto avanzati, un’altra no. La tecnologia ha reso il cibo più sicuro, ma non ha eliminato la biologia, la povertà, le disuguaglianze infrastrutturali e la complessità della filiera alimentare.

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