Marco non si ferma mai. Ogni giorno fa la sua corsa, correndo tra i sentieri del territorio di Robilante, in provincia di Cuneo. Poi nel corso dell’anno, Marco Olmo, 78 anni, l’ultramaratoneta italiano che ha vinto di più al mondo, è impegnato nelle sue gare, dalla Giordania al Mozambico, dalla Libia alla Bolivia, attraversando deserti e cime alpine. Un vero fenomeno di agonismo, ma anche di tenacia e di autodisciplina.
Marco, nato ad Alba, ha iniziato questo sport a 27 anni, prima con qualche corsa podistica, e poi con gare vere e proprie. L’ultratrail (la parola è l’unione di trail running, ovvero correre su sentieri immersi nella natura, e ultra, cioè su una distanza decisamente superiore alla maratona. Per intenderci: la maratona classica si fa su una distanza attorno a 42,195 km, l’ultramaratona spesso arriva tra i 50 e 170 km, ma alcune gare superano anche i 200 chilometri. E i percorsi sono particolarmente impegnativi: sentieri, montagne, boschi o deserti, mai su strade asfaltate.
Marco Olmo è considerato una leggenda dell’ultratrail perché ha vinto 25 tra i più popolari ultratrail del pianeta, e alcune delle gare più prestigiose e difficili del mondo, non semplicemente molte gare qualsiasi. In particolare, ha conquistato per due anni consecutivi l’Ultra-Trail du Mont-Blanc nel 2006 e nel 2007. L’UTMB è generalmente considerato una delle competizioni di trail running più prestigiose al mondo, e da molti viene definita la “coppa del mondo” non ufficiale dell’ultratrail. La sua impresa è diventata ancora più famosa perché vinse due volte consecutive, a 58 e 59 anni, un’età impensabile per dominare una gara di livello mondiale. Nel 2007 divenne il più anziano vincitore della storia dell’UTMB, record che risulta tuttora imbattuto.
Allenarsi per un’ultramaratona è diverso dall’allenarsi per una maratona. L’obiettivo non è soltanto correre più veloce, ma sviluppare resistenza prolungata, gestione della fatica, alimentazione e recupero. La maggior parte degli allenamenti si svolge a ritmo facile: ultramaratoneti passano molte ore correndo a intensità bassa per migliorare l’efficienza energetica. Ma oltre alla preparazione fisica,serve una straordinaria capacità di continuare a muoversi e prendere decisioni lucide dopo decine di ore di gara.
Quanto agli stili di vita, Marco olmo è vegetariano, va a letto presto, ma ama la compagnia e gli amici di vecchia data, quegli che gli ricordano la sua infanzia vissuta ad Alba, tra mucche e castagneti.
Foto di copertina tratta dalla pagina Facebook di Marco Olmo
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