Il Paese Ritrovato: il primo villaggio in Italia dedicato solo ai malati di Alzheimer

A Monza ci sono bar, parrucchiere, minimarket, teatro e palestra. Un luogo unico, per persone anziane colpite dalla terribile malattia

Cattura
Loredana ha avuto la sua diagnosi di Alzheimer quando aveva 55 anni e da allora ha girato diverse strutture, fino a quando ha deciso di vivere in un piccolo quartiere, in compagnia di persone che hanno il suo stesso problema. Con loro passeggia, cammina, e quando sono stanchi si fermano a guardare la televisione. Anna, invece, frequenta una scuola di ballo, due volte alla settimana. Luigi dipinge, assecondando la passione per l’arte che aveva fin da bambino.

Una città nella città, fatta di strade, vialetti e casette a due piani. Con un bar, un parrucchiere, un minimarket. Un luogo dove le persone malate di Alzheimer e demenza senile possono ritrovare il senso di sé, della quotidianità e dell’esistenza. Questo è l’obiettivo del progetto “Il Paese Ritrovato”, alle porte di Monza: il primo villaggio del genere in Italia, secondo solo all’Olanda. Un villaggio con un approccio diverso, meno medicale, più collettivo e inclusivo.

Il villaggio si estende su 14.000 metri quadrati, dove tutto è accuratamente pensato e studiato per fare parte del percorso di cura e assistenza: pareti color beige e rosso mattone per facilitare gli spostamenti, luci di cortesia sui pavimenti per orientarsi anche di notte. Grazie a braccialetti elettronici multifunzione, ogni movimento degli ospiti può essere monitorato in modo discreto, garantendo al contempo autonomia e supervisione.

Anche il ruolo degli operatori è radicalmente diverso: non infermieri e infermiere in camice bianco bensì amici e amiche che non solo offrono assistenza costante, ma si trasformano anche in gerenti dei 14 negozietti del villaggio: dall’operatore-barista, all’operatrice parrucchiera.

io sono qui
Foto dalla mostra “Io sono qui”

Gli appartamenti del villaggio ospitano ciascuno otto camere singole, ognuna con bagno privato, e includono tre zone soggiorno e una cucina a vista sulla sala da pranzo, progettate per favorire la vita in comune senza rinunciare alla privacy. All’esterno, il villaggio offre tutti i servizi della quotidianità: bar, minimarket, proloco, chiesa, cine-teatro e parrucchiere, oltre a spazi dedicati al benessere fisico e cognitivo, come una palestra hi-tech e una sala per percorsi sensoriali coordinati dalla psicologa del centro, pensati per stimolare i sensi, la memoria e mantenere corpo e mente attivi.

Perché è proprio questo il doppio binario su cui si muove il villaggio di Monza: da una parte l’estremo bisogno di attenzioni e cure che questo tipo di pazienti hanno, per far star tranquille le famiglie che spesso non hanno le competenze, le abilità o il tempo necessario per tale lavoro di cura,  dall’altra il pensare che non è necessario medicalizzare in modo eccessivo tale patologia, occorre piuttosto restituire il senso dell’esistenza a chi sta smarrendo ricordi e memoria, permettendo loro di comprare i propri biscotti preferiti, fare una messa in piega con bigodini o dire una preghiera in chiesa. Una quotidianità controllata e sicura che li rende indipendenti e restituisce loro una vita serena e piena.

Ideato e gestito dall’Associazione La Meridiana, il Paese Ritrovato è nato dopo la prima sperimentazione europea, a West, nei dintorni di Amsterdam, dove è attivo un Villaggio dell’Alzheimer già dal 2009, e sta diventando un punto di riferimento per medici, ricercatori, psicologi ed operatori socio-assistenziali che hanno l’idea di farne diventare un modello da esportare.

I costi per la realizzazione non sono bassi, ma il progetto è stato in grado di mettere in moto circoli virtuosi di welfare sociale, con l’impegno attivo di fondazioni, banche, privati cittadini, donazioni varie. Il costo dei pazienti è sostenuto dalle famiglie, che pagano quasi 100 euro al giorno, ma si sta pensando di inserirlo nel circuito dell’assistenza socio-sanitaria della regione Lombardia per permettere l’accesso anche a chi ha soglie di reddito minori.

Nel marzo 2026 è stata allestita a Milano, presso la Osart Gallery,  una mostra fotografica intitolata “Io sono qui”, dedicata alla vita quotidiana all’interno del villaggio Alzheimer di Monza: immagini, relazioni e singoli momenti vissuti dai residenti, realizzate grazie a un laboratorio di tre mesi condotto da Ri‑Scatti ODV in collaborazione con la cooperativa La Meridiana.

Una curiosità: tutto il centro è assolutamente attento al riciclo e al non-spreco di energia: le casette sono costruite con piccoli computerini che monitorano temperature e fabbisogno di energia, in modo da ridurre gli sprechi energetici.

Immagine di copertina tratta da www.cooplameridiana.it

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