Secondo l’associazione francese HOP (Halte à l’Obsolescence Programmée), le stampanti Epson interrompono la loro funzionalità quando le cartucce sono ben lontane dall’esaurimento grazie al “tamponcino di recupero dell’inchiostro” (waste ink pad). Le stampanti monitorano un componente che raccoglie l’inchiostro di scarto. Quando il software stima che questo tampone abbia raggiunto il limite di capacità, la stampante si blocca.
Epson, dal canto suo, respinge le accuse e sostiene che i limiti sulle cartucce servono a garantire la qualità di stampa e a evitare danni alle testine, che nelle stampanti a getto d’inchiostro possono deteriorarsi se funzionano senza sufficiente inchiostro; il monitoraggio del tampone di recupero è una misura di sicurezza per evitare fuoriuscite di inchiostro; il tampone è un normale componente soggetto a usura presente nelle stampanti inkjet e può essere sostituito. Inoltre, Epson afferma di offrirne la sostituzione tramite i propri centri di assistenza, anche oltre la garanzia in determinate circostanze.
Se Epson venisse condannata per il reato di obsolescenza programmata previsto dal diritto francese, potrebbe andare incontro a conseguenze sia penali sia economiche.
Le principali sanzioni previste dalla legge sono:
- Un’ammenda fino a 300.000 euro, che può essere aumentata fino al 5% del fatturato medio annuo dell’azienda, calcolato sui tre esercizi precedenti ai fatti, se tale importo è più proporzionato al vantaggio economico ottenuto.
- Fino a due anni di reclusione. Per una società la pena detentiva non è ovviamente applicabile, ma potrebbe riguardare le persone fisiche eventualmente riconosciute responsabili (ad esempio dirigenti), se il tribunale accertasse la loro responsabilità penale personale.
Oltre a queste pene, in un procedimento del genere possono esserci anche altre conseguenze, a seconda della decisione del Tribunale, come:
- il risarcimento dei danni alle parti civili che si sono costituite nel processo;
- l’eventuale pubblicazione della sentenza;
- un forte impatto reputazionale, soprattutto perché si tratterebbe della prima condanna al mondo per questo specifico reato, se il tribunale arrivasse a tale conclusione.
Ricordiamo che la Francia è il primo Paese al mondo ad aver introdotto un reato specifico di obsolescenza programmata.
La norma è stata introdotta con la Legge n. 2015-992 del 17 agosto 2015, nota come Loi relative à la transition énergétique pour la croissance verte (Legge sulla transizione energetica per la crescita verde). Successivamente le disposizioni sono confluite nel Code de la consommation.
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