Flora Gualdani, la donna che ha creato la prima casa per le ragazze madri

Scomparsa il 16 agosto 2026, agli inizi degli anni Sessanta fece una cosa straordinaria: assistere e dare un rifugio a donne e madri sole.

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Flora Gualdani, scomparsa il 16 agosto 2026 a 88 anni, è una donna che non si può dimenticare. Con una passione straordinaria, e tantissimo coraggio, agli inizi degli anni Sessanta, creò il primo rifugio dove dare assistenza e cura alle ragazze madre e alle donne che sole e abbandonate mentre erano ancora in gravidanza.

Flora nasce nel 1938 ed è originaria della zona di Arezzo. Fin da giovane sceglie di diventare ostetrica, nel 1955, a Firenze, fa nascere la sua prima bambina, e da quel momento lavorerà per circa quarant’anni negli ospedali della Toscana.  

Ma la svolta nella sua vita arriva nel 1964. Durante un viaggio in Terra Santa, entrando nella Grotta della Natività a Betlemme, Flora ebbe quella che lei considerò una forte intuizione sulla necessità di difendere e accompagnare la maternità. Tornata al lavoro in ospedale, incontrò una giovane donna malata di cancro e incinta, che aveva deciso di non abortire nonostante le pressioni ricevute. Gualdani la assistette durante la gravidanza e, dopo la nascita, accolse la neonata nella propria casa affinché la madre potesse curarsi.

Quella bambina fu, secondo il racconto della stessa Gualdani, la prima di una lunga serie. Negli anni successivi iniziò ad accogliere nella propria abitazione neonati abbandonati e donne con gravidanze problematiche. Quando, negli anni Settanta, aumentarono le richieste da parte di ragazze madri e gestanti in difficoltà, la sua casa non bastò più. Utilizzò quindi la propria parte di eredità paterna per costruire, su un terreno vicino ad Arezzo, piccole casette destinate all’accoglienza delle maternità difficili. Nacque così Casa Betlemme, che lei descriveva come un piccolo «ospedale da campo».

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Fonte: Casa Betlemme

Una particolarità importante è che Gualdani non si limitò all’accoglienza materiale: collaborò gratuitamente con servizi sociali, pediatria, Tribunale per i Minorenni e altre realtà, e sviluppò anche un’intensa attività di formazione sulla fertilità e sulla maternità. Durante la sua vita prestò inoltre servizio in diversi Paesi (tra questi, in anni di guerra, Bosnia, Cambogia e India) soprattutto dove incontrava donne e bambini in condizioni di particolare vulnerabilità.

Nel corso della sua vita, a Casa Betlemme sono nati più di 5mila bambini. Vite salvate e non sprecate. 

Fonte immagine: Arezzo24.net

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