L’industria della moda, una delle più inquinanti in assoluto, sparge nel mondo, ogni giorno, tonnellate di rifiuti tessili: vestiti usati, ma anche prodotti invenduti e resi che arrivano dall’universo delle piattaforme online. La destinazione di questa gigantesca bomba ecologica è concentrata in alcune discariche, le più grandi e le più fruttuose del mondo.
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Cile (Deserto di Atacama, area di Alto Hospicio/Iquique)

È probabilmente il caso più famoso. Intorno ad Alto Hospicio, nel nord del Cile, si sono formate enormi discariche illegali di abiti provenienti dall’estero. L’ONU stima decine di migliaia di tonnellate distribuite su circa 300 ettari; una parte viene bruciata sul Una ricerca recente individua circa 100–200 micro-discariche, con almeno tre grandi siti costituiti quasi esclusivamente da tessili. .
Ghana (Accra, area di Kantamanto)

Qui il fenomeno è ancora più legato al commercio: Kantamanto Market è uno dei più grandi mercati mondiali dell’usato. Riceve oltre 15 milioni di capi a settimana secondo una r8 8 dove una quota enorme non viene venduta e diventa rifiuto. Circa il 40% dei vestiti importati (pari a oltre 60.000 tonnellate all’anno di scarti solo ad Accra) è di qualità così scadente, strappato o macchiato da risultare del tutto invendibile. Il problema non è una singola discarica: i vestiti finiscono in discariche sovraccariche, discariche abusive, canali e persino nell’oceano.
Kenya

È un’altra importante destinazione degli abiti di seconda mano provenienti dai Paesi ricchi. Le Nazioni Unite indicano il Kenya, insieme a Ghana e Pakistan, tra i Paesi dove si sono sviluppate discariche legate all’importazione di tessili di basso valore.La discarica di Dandora, nell’area urbana di Nairobi, riceve una parte dei milioni di abiti di seconda mano importati in Africa che risultano inutilizzabili.
Pakistan

È contemporaneamente grande importatore, centro di selezione e produttore tessile. Una parte dei tessili importati che non trova mercato diventa rifiuto: una mappatura del 2025 stima circa 887.000 tonnellate annue di rifiuti tessili pre-consumo, oltre a circa 270.000 tonnellate di rifiuti post-consumo domestici e 809.000 tonnellate di abiti usati importati.
India

Panipat è un grande polo globale di smistamento e riciclaggio tessile a nord di New Delhi. Importa tonnellate di stracci da tutto il mondo, ma genera anche forti impatti ambientali per i materiali non riciclabili. Nel 2026 le stime governative indiane parlano di circa 3.500–5.250 tonnellate di rifiuti tessili al giorno trattati dal cluster. Panipat riceve sia scarti industriali sia vestiti già utilizzati. Una parte arriva dall’estero, attraverso porti come Mundra e Kandla, e una parte dall’industria tessile indiana.
Tutte le foto sono state scaricate da Canva Pro
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