Questo sito contribuisce all'audience di

Dodici mesi dedicati a un futuro più verde

di Posted on
Condivisioni

 

Il ruolo delle foreste, la loro gestione sostenibile e la quotidiana azione di controllo svolta dalla Forestale per la difesa del suolo, degli effetti del dissesto idrogeologico e dei cambiamenti climatici
 
Il Calendario 2011 del Corpo forestale dello Stato è dedicato al ruolo multifunzionale dei boschi ed alla loro gestione sostenibile per un futuro più verde, equo e durevole. Dodici mesi incentrati sul bosco come componente essenziale per gli equilibri biosferici planetari che raccontano la quotidiana attività di difesa del suolo, di prevenzione degli effetti del dissesto idrogeologico e dei cambiamenti climatici.

Per il Corpo forestale dello Stato, da sempre artefice e promotore della cultura del bosco e della protezione della natura, il 2011 dichiarato dall’ONU “Anno Internazionale delle Foreste”, rappresenterà un’ulteriore sfida per far conoscere, anche attraverso il proprio operato, quanto le foreste siano in grado di offrire alla collettività e al benessere delle future generazioni. I boschi rappresentano uno strumento naturale di difesa del suolo e della sua fertilità, in grado di contrastare l’erosione ed i fenomeni estremi come la siccità e la desertificazione. Si tratta di problemi che colpiscono soprattutto i Paesi aridi del Sud del mondo ed, in parte, le zone a clima mediterraneo. In Italia non esistono aree propriamente desertificate bensì zone dissestate, degradate o a forte rischio di aridità a seconda dell’andamento climatico. La difesa del suolo e dei versanti da fenomeni di erosione e degrado è uno dei compiti storici e principali del Corpo forestale dello Stato che, con la sua intensa attività, contribuisce alla difesa dei versanti dal dissesto idrogeologico. I controlli della Forestale nella gestione forestale, nella difesa del suolo, nella lotta all’erosione e nella regimazione delle acque sui versanti e nei bacini idrici si sono intensificati nel tempo, arricchendosi di rilevamenti e banche dati.

Altro tema centrale del calendario istituzionale sono i cambiamenti climatici, visto che influiscono e minacciano le risorse naturali a causa di una eccessiva presenza nell’atmosfera di gas ad effetto serra. Le foreste, che sono minacciate da tali cambiamenti, al tempo stesso li contrastano, infatti, l’assorbimento del carbonio tramite la fotosintesi e la mitigazione del clima sono legati agli ecosistemi forestali. La Forestale è impegnata nell’attività di contrasto al fenomeno del cambiamento climatico globale anche attraverso l’Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi forestali di Carbonio (I.N.F.C.), costituito con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per garantire la conservazione del patrimonio forestale italiano attraverso l’utilizzo delle foreste in modo coerente con i principi della sostenibilità. L’Italia, infatti, ha raddoppiato la propria superficie forestale durante gli ultimi cinquanta anni e, nei suoi oltre 10 milioni di ettari di bosco, si trovano immagazzinate quasi 500 milioni di tonnellate di carbonio.

Gli incendi rappresentano una delle principali minacce per la conservazione delle foreste mondiali. Ogni anno i roghi percorrono nel mondo circa 350 milioni di ettari di superficie agroforestale, dei quali in media 500 mila ettari nel bacino del Mediterraneo, per metà boscati. In Italia gli incendi hanno interessato, nell’ultimo decennio, una media di 80 mila ettari di superficie annua con un massimo di oltre 220 mila nel 2007, uno dei peggiori anni nella storia nazionale. La prevenzione, lo spegnimento e il successivo recupero delle aree interessate sono fasi della lotta agli incendi cui la Forestale concorre a pieno titolo.

Al centro dell’attenzione anche il fenomeno del dissesto idrogeologico e i suoi effetti sul territorio, visto che il Corpo forestale dello Stato rappresenta il primo Ente che è stato chiamato, a livello nazionale, a lottare contro il dissesto che colpiva ampie zone d’Italia. La degradazione del suolo provocata da processi morfologici distruttivi o cattive pratiche di gestione del territorio può interessare versanti di montagne e colline con impatti anche gravi sull’incolumità di popolazioni ed infrastrutture e sulla protezione delle risorse naturali. Per contrastarla è necessario studiarne le cause con la previsione del rischio e dei danni e mitigare i loro effetti sull’ambiente.

Ancora oggi la Forestale è una struttura che concorre al monitoraggio del territorio per la prevenzione del dissesto idrogeologico, vigilando sulle buone pratiche selvicolturali e contribuendo al soccorso delle popolazioni colpite da calamità naturali.