Contro gli sprechi. Cota chiude la sede della Regione a Roma | Non Sprecare
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Contro gli sprechi. Cota chiude la sede della Regione a Roma

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La Regione ha deciso di disdire il contratto di affitto per la sede operativa e di rappresentanza a Roma: piu’ di 800 metri quadrati in via delle Quattro Fontane, con un posto macchina, per un canone di locazione di 366 mila euro l’anno. La sede era stata voluta dall’ex presidente Mercedes Bresso, come un punto di riferimento non solo istituzionale, ma anche come vetrina del made in Piemonte. Per Roberto Cota, invece, si tratta di una spesa superflua che si puo’ ridurre scegliendo uffici di dimensioni decisamente inferiori.

Il contratto, firmato nel 2006, scade nel 2012 e la giunta ha deciso di dare mandato al dirigente del settore patrimonio di trattare con la proprieta’ i termini per una disdetta anticipata. Il Governatore, poi, ha deciso di non avvalersi piu’ del consulente diplomatico voluto dalla Bresso e distaccato a Torino dal ministero degli Affari esteri a spese della Regione, circa 120 mila euro lordi l’anno. Cota e’ intenzionato a seguire in prima persona i rapporti internazionali della Regione.

Il presidente, dunque, mette in pratica due delle misure di risparmio dei costi annunciate nel giorno dell’insediamento incontrando i dipendenti della Giunta. Ma per quanto riguarda i costi della politica la maggior parte delle decisioni spetta al Consiglio regionale. Maggioranza e opposizione si stanno rincorrendo nell’annunciare misure di contenimento della spese. Il presidente dell’Assemblea, Valerio Cattaneo, nel suo discorso d’insediamento aveva annunciato la volonta’ di intervenire nella materia. Per il futuro, pero’.

In questi giorni, infatti, gli uffici sono stati impegnati a definire gli spazi che spettano a gruppi consiliari regolati da criteri individuati dall’ufficio di presidenza. Ogni consigliere ha diritto a un’area di 40 metri quadrati ai quali vanno aggiunti spazi per la segreteria e i locali comuni: 50 metri quadrati in piu’ per i gruppi fino a 3 consiglieri; a cui si devono aggiungere altri 50 metri quadrati ogni tre consiglieri per i gruppi piu’ numerosi. previsto un margine di tolleranza del 20%. Il consiglio regionale copre le spese di affitto fino alla soglia massima raggiunta con la percentuale di tolleranza. I gruppi che sforano la metratura complessiva sono chiamati a contribuire alle spese in applicazione a una regola introdotta nella scorsa legislatura su proposta dal vicepresidente Roberto Placido.

Al gruppo del Pdl con 22 consiglieri, cosi’, sono stati assegnati il secondo, terzo e quarto piano del palazzo di via San Francesco D’Assisi 35 per complessivi 1470 metri quadrati. Lega Nord e Partito democratico, con 12 consiglieri, occupano rispettivamente il terzo e quarto piano di via dell’Ala 8 e il sesto e settimo piano di via Arsenale 14. I democratici si prendono anche un pezzo del quinto piano e visto che sforano la metratura massima concessi dovranno aggiungere circa 7500 euro l’anno.

Anche l’Italia dei Valori, con tre consiglieri, dovra’ pagarsi una parte dell’affitto per i locali del terzo piano di via Arsenale 14, circa 18 mila euro. I pensionati con Cota dovranno aggiungere quasi 11 mila euro come contributo. Cifre sensibilmente minori pagano anche i Moderati e Sinistra e Liberta’, la lista Insieme per Bresso e il gruppo Uniti per Bresso.

Piccola quota aggiuntiva anche per l’Udc. Il partito di Casini, pero’, deve ancora risolvere il problema del capogruppo. Sette segretari provinciali su otto si sono pronunciati a favore di Alberto Goffi, segretario regionale. Il cuneese Giovanni Negro, pero’, resiste e oggi il presidente Cattaneo cerchera’ di trovare una soluzione condivisa. In caso contrario dovra’ applicare il regolamento e dunque assegnare l’incarico al consigliere piu’ anziano, in questo caso Negro.

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