Indice degli argomenti
Esposizione e terreno

Quando si pianta
I mesi ideali per piantare l’oleandro sono da marzo a maggio, ricordando sempre che la buca non deve essere inferiore ai 50 centimetri. Controllare bene l’esposizione: a mezzo sole o piena, altrimenti la pianta non fiorisce. Se siete in una zona dal clima mite, come gran parte dell’Italia centrale e meridionale, potete piantarlo anche all’inizio dell’autunno (settembre–ottobre), mentre nel vaso potete farlo in qualsiasi mese dell’anno. L’oleandro si propaga con estrema facilità per talee estive o invernali oppure per margotta; talvolta si ricorre anche all’innesto. Normalmente si lascia crescere in forma cespugliosa secondo la tendenza naturale, ma all’occorrenza si può allevare ad alberetto. Attualmente sono reperibili nei vivai numerose varietà a fiori semplici, semidoppi o doppi, di colori varianti dal bianco al giallo e dal rosa al rosso intenso.
Quando si pota
I mesi giusti per la potatura sono dopo la fioritura, a fine estate, tra settembre e ottobre. In questa occasione bisogna eliminare rami secchi, deboli o troppo lunghi. Se la pianta è molto vecchia o cresciuta troppo, si può fare una potatura più energica a fine inverno/inizio primavera.
Annaffiature
L’oleandro sopporta bene il caldo e la siccità una volta adulto, ma in estate gradisce annaffiature abbondanti e regolari, soprattutto se è in vaso.
- In piena terra: in estate annaffia abbondantemente quando il terreno è asciutto in superficie. Una pianta adulta può sopportare anche periodi senza acqua.
- In vaso: ha bisogno di più acqua. Nei periodi molto caldi può essere necessario annaffiare anche ogni giorno, soprattutto se il vaso è piccolo.
In autunno e inverno riducete molto le annaffiature; intervenite solo quando il terreno è ben asciutto.
Una pianta fortemente velenosa
Tutta la pianta dell’oleandro è tossica: foglie, fiori, rami, semi e anche la linfa.
Quindi:
- Non va ingerita: anche quantità relativamente piccole possono provocare sintomi seri, perché contiene sostanze che possono alterare il funzionamento del cuore.
- Per potarlo è consigliabile usare guanti e lavarsi bene le mani dopo averlo maneggiato.
- È pericoloso anche per cani, gatti e altri animali se ne ingeriscono parti.
- È meglio non bruciare i residui della potatura, perché il fumo può contenere sostanze irritanti/tossiche.
Problemi e rimedi naturali
I migliori rimedi naturali sono preventivi:
- dare molte ore di sole alla pianta;
- evitare i ristagni d’acqua;
- non bagnare continuamente le foglie, soprattutto la sera;
- lasciare spazio tra le piante per favorire la circolazione dell’aria;
- controllare regolarmente germogli e parte inferiore delle foglie;
- eliminare rapidamente foglie e rami molto malati.
Leggi anche:
- Come coltivare il ciclamino
- Come coltivare l’ibisco
- Come coltivare il glicine
- Coltivazione della buddleia
Vuoi conoscere una selezione delle nostre notizie?
- Iscriviti alla nostra Newsletter cliccando qui;
- Siamo anche su Google News, attiva la stella per inserirci tra le fonti preferite;
- Seguici su Facebook, Instagram e Pinterest.



