Come si coltiva l’oleandro

Ama il sole pieno e in estate ha bisogno di molta acqua. Si propaga per talea. Una pianta molto velenosa.

come coltivare l'oleandro
L’oleandro (Nerium oleander) è una pianta  facile da coltivare, soprattutto in zone dal clima mite come quello mediterraneo. Cresce spontanea proprio lungo le coste del Mediterraneo e tende a inselvatichire anche altrove, in posti sassosi e assolati. È una delle piante ornamentali da fiore più diffusa nelle nostre regioni dove le condizioni climatiche sono favorevoli, si pianta in piena terra, mentre altrove si coltiva in grossi vasi, in mastelli o in contenitori di altro genere (è tanto frugale che riesce bene anche in semplici contenitori di latta). L’oleandro è una tipica pianta cespugliosa di altezza variante da 3 m a 5 m, forma dei cespugli folti e voluminosi, anche per il fatto che dal ceppo si sviluppano in continuità numerosi polloni che già al secondo anno portano fiori.

Esposizione e terreno

Si tratta di una pianta che ha bisogno di tanto sole: più ne ha, e più cresce. Quando al terreno, l’oleandro alligna su terreni di qualsiasi natura, sia su quelli profondi, permeabili e fertili, sia su quelli sassosi, poco profondi o asciutti. Conviene però scegliere un terreno di medio impasto oppure argilloso, di buona fertilità e fresco; specialmente se si coltiva in vasi conviene concimare abbondantemente ogni anno e annaffiare spesso nei mesi più caldi. Come si è detto, si tratta di pianta mediterranea adatta per zone a clima caldo, temperato-caldo o comunque mite d’inverno. Normalmente si coltiva come pianta da giardino nelle regioni degli agrumi e dell’olivo, ma riesce bene anche in zone ad inverni più freddi ad esempio nella regione della vite, soprattutto se la posizione è collinare, al riparo dai venti e a pieno sole. Altrove si può coltivare l’oleandro solo predisponendo opportune protezioni invernali oppure ricoverando i vasi in posti adeguati. La distanza tra le piante deve andare dai 2 ai 5 metri, tenendo conto che l’altezza media delle piante è superiore ai 3 metri.
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Quando si pianta

I mesi ideali per piantare l’oleandro sono da marzo a maggio, ricordando sempre che la buca non deve essere inferiore ai 50 centimetri. Controllare bene l’esposizione: a mezzo sole o piena, altrimenti la pianta non fiorisce. Se siete in una zona dal clima mite, come gran parte dell’Italia centrale e meridionale, potete piantarlo anche all’inizio dell’autunno (settembre–ottobre), mentre nel vaso potete farlo in qualsiasi mese dell’anno.  L’oleandro si propaga con estrema facilità per talee estive o invernali oppure per margotta; talvolta si ricorre anche all’innesto. Normalmente si lascia crescere in forma cespugliosa secondo la tendenza naturale, ma all’occorrenza si può allevare ad alberetto. Attualmente sono reperibili nei vivai numerose varietà a fiori semplici, semidoppi o doppi, di colori varianti dal bianco al giallo e dal rosa al rosso intenso.

Quando si pota

I mesi giusti per la potatura sono dopo la fioritura, a fine estate, tra settembre e ottobre. In questa occasione bisogna eliminare rami secchi, deboli o troppo lunghi. Se la pianta  è molto vecchia o cresciuta troppo, si può fare una potatura più energica a fine inverno/inizio primavera.

Annaffiature

L’oleandro sopporta bene il caldo e la siccità una volta adulto, ma in estate gradisce annaffiature abbondanti e regolari, soprattutto se è in vaso.

  •  In piena terra: in estate annaffia abbondantemente quando il terreno è asciutto in superficie. Una pianta adulta può sopportare anche periodi senza acqua.
  •  In vaso: ha bisogno di più acqua. Nei periodi molto caldi può essere necessario annaffiare anche ogni giorno, soprattutto se il vaso è piccolo.

In autunno e inverno riducete molto le annaffiature; intervenite solo quando il terreno è ben asciutto.

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Una pianta fortemente velenosa

Tutta la pianta dell’oleandro è tossica: foglie, fiori, rami, semi e anche la linfa.

Quindi:

  • Non va ingerita: anche quantità relativamente piccole possono provocare sintomi seri, perché contiene sostanze che possono alterare il funzionamento del cuore.
  •  Per potarlo è consigliabile usare guanti e lavarsi bene le mani dopo averlo maneggiato.
  •  È pericoloso anche per cani, gatti e altri animali se ne ingeriscono parti.
  •  È meglio non bruciare i residui della potatura, perché il fumo può contenere sostanze irritanti/tossiche.

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Problemi e rimedi naturali

L’oleandro è abbastanza resistente, ma può essere colpito soprattutto da cocciniglia, afidi, ragnetto rosso e malattie fungine.

I migliori rimedi naturali sono preventivi:

  • dare molte ore di sole alla pianta;
  • evitare i ristagni d’acqua;
  • non bagnare continuamente le foglie, soprattutto la sera;
  • lasciare spazio tra le piante per favorire la circolazione dell’aria;
  • controllare regolarmente germogli e parte inferiore delle foglie;
  • eliminare rapidamente foglie e rami molto malati.

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