Soltanto in Cina potevano pensare di fare, su un’enorme area di 27 mila chilometri quadrati, unendo ben 60 riserve naturali già esistenti, il più grande Parco nazionale del mondo interamente dedicato ai panda. Il Parco è in piena campagna, innanzitutto nella provincia del Sichuan, ma si allunga anche nelle province dello Shaanxi e del Gansu.
Predominano Foreste di bambù, in un’area prevalentemente montuosa dove sono ospitati circa 1.800 panda, pari al 70 per cento della popolazione mondiale. Accanto ai panda vivono anche altri animali che rendono il Parco un habitat unico al mondo per la sua completezza in termini di biodiversità, e non a caso qui si trova un importante Centro di ricerca e di conservazione, con stazioni di monitoraggio e aree dedicate alla riproduzione.
Ma la cosa più straordinaria del Parco nazionale dei panda è che ha cambiato la storia e la funzione di interi villaggi, che in queste regioni erano anche a rischio spopolamento per mancanza di attività economiche in grado di garantire la sopravvivenza della popolazione. Adesso l’intera area ha cambiato volto: ci sono una decina di ostelli, ristoranti e negozi di souvenir, anche se il tentativo è di far rientrare tutto ciò nel perimetro di un turismo sostenibile.
I turisti fanno ore di fila per vedere da vicino i panda rintracciati tramite le descrizioni su Internet. E nei negozi di souvenir le riproduzioni di peluche di questi animali autentici superstar per i cinesi, si vendono a circa 1.800 yuan, pari a 230 euro. E vanno a ruba.
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