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Chef pagato 200 euro al mese per 80 ore di lavoro settimanali

Yuri Zaupa si è ribellato, ha fatto causa e ha trovato un nuovo posto di lavoro. Mettendo a tacere lo chef stellato Borghese che accusa i giovani cuochi di non avere voglia di lavorare

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Gli chef non sono tutti stellati. Non vanno tutti a pontificare in televisione, parlando di cose che neanche conoscono. Purtroppo, dietro le cucine, spesso si consumano delle forme di sfruttamento che neanche possiamo immaginare in tempi moderni.

CHEF PAGATO 200 EURO AL MESE

Come nel caso di Yuri Zampa, 23 anni, emigrato di seconda generazione e cittadino italiano a tutti gli effetti: chef di un importante ristorante di Cornedo Vicentino (dove i prezzi del menù sono di fascia alta,) pagato con l’astronomica cifra di 200 euro al mese. Per 80 ore di lavoro settimanali.

YURI ZAUPA

La storia di Yuri Zaupa ricorda molto da vicino quella della commessa napoletana alla quale hanno provato ad offrire 280 euro al mese per lavorare 10 oltre al giorno, sabato compreso. E lei si è ribellata facendo diventare virare sul web la sua storia. Anche Yuri ha alzato la testa, cosa non facile per un giovane chef. Quando ha messo piede nel ristorante di Cornedo Vicentino lo ha fatto con grande entusiasmo: e lo ha persino annunciato sulla sua pagina Facebook, dicendo di essere pronto con la sua cucina mediterranea, chiedendo soltanto un regolare stipendio e una paga normale. Quando si è accorto che le cose non andavano in questa direzione, Yuri ha provato a fare ragionare il titolare del ristorante, ma lui non ha voluto sentire ragioni e gli ha dato anche del “traditore”. A quel punto lo chef si è rivolto a un avvocato e adesso saranno i giudici del lavoro a stabilire se può tenere in cucina un dipendente per 80 ore settimanali in cambio di uno “stipendio” di 200 ore al mese.

L’INVETTIVA DELLO CHEF ALESSANDRO BORGHESE

Intanto Yuri, che è stato assunto dal ristorante Zanze XVI a Venezia, sempre attraverso il web, ha sottolineato come la sua storia sia un’implicita risposta all’invettiva dello chef stellato Alessandro Borghese (a proposito di cuochi che pontificano in tv…), secondo il quale i giovani chef non hanno voglia di lavorare. E fanno bene, verrebbe da commentare, se questi sono i compensi!

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