Castel del Giudice doveva scomparire, e invece è un borgo rinato

Imprenditori di origini locali e un bravo sindaco hanno inventato un albergo diffuso. Attorno al quale è cresciuta una nuova economia

Castel del Giudice si presenta
Tutto inizia nel Duemila, quando Lino Gentile, sindaco di Castel del Giudice, nell’Alto Molise, a qualche decina di chilometri da Isernia e da Campobasso, non si rassegna all’idea, scolpita nelle previsioni degli esperti, che entro pochi anni questo bellissimo luogo sarebbe diventato completamente deserto. Coinvolge alcuni imprenditori originari della zona e la comunità locale in un piano di recupero del territorio, trova i finanziamenti attingendo ai fondi destinati proprio alla rinascita dei borghi, e coltiva l’idea non solo di restaurare edifici abbandonati, ma di creare nuove attività economiche capaci di far tornare lavoro e abitanti nel borgo.

Il progetto simbolo di questa scommessa è  Borgotufi: vecchie stalle e case rurali sono state trasformate in un “albergo diffuso”, cioè camere e abitazioni sparse nel centro storico ma gestite come una struttura unica. Il recupero è stato fatto mantenendo pietra, tufo, legno e architettura tradizionale del borgo.

Accanto al turismo, il paese ha puntato sull’agricoltura biologica: terreni abbandonati sono diventati meleti biologici attraverso la cooperativa Melise, coinvolgendo proprietari locali e imprese del territorio. Successivamente sono nate anche altre iniziative comunitarie, come apiari, birrificio agricolo e progetti di economia collaborativa. Tutto attraverso un modello pubblico-privato: comune, cittadini e imprenditori hanno creato una società condivisa per recuperare gli immobili e attrarre investimenti, usando anche fondi regionali ed europei. E oggi Castel del Giudice è considerato uno dei casi italiani più riusciti di rigenerazione dei piccoli borghi delle aree interne, tanto che continua a ospitare progetti contro lo spopolamento e iniziative di sviluppo sostenibile.

Con i 20 milioni ottenuti con il Pnrr (Bando Borghi), sono state portate avanti una serie di iniziative abitative: social housing per anziani autosufficienti, residenze per smart worker, spazi per artisti, un hub digitale. E strumenti nuovi: una cooperativa di abitanti e un modello di community land trust per facilitare l’accesso alla casa. Intanto il Comune ha avviato un regolamento comunale per acquisire tutti gli immobili abbandonati, anche tramite esproprio: «Parliamo del 50-60% delle abitazioni. Sono fatiscenti ma vogliamo recuperarle». Tra i progetti più recenti c’è LIFE ClimatePositive, cofinanziato dall’Unione europea e coordinato da Etifor, che punta sulla gestione sostenibile delle foreste.Intanto, Castel Del Giudice è salvo, e i suoi abitanti sono già diventati alcune centinaia di persone.
Foto di copertina tratta da https://www.borghiautenticiditalia.it
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