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Boom del baratto: si scambia e non si spreca

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Una lettrice mi ha scritto per raccontare questa storia. Aveva in cantina un’intera collezione di Topolino che risaliva all’infanzia del marito, e non sapeva come disfarsene fino a quando ha scoperto il regno di Freecycle. E’ andata sul web, si è iscritta a questa comunità nella sua città e ha scoperto che una vicina di casa era interessata alla collezione di Topolino e in cambio proponeva di cedere un aspirapolvere e un tostapane che non usava più nel suo appartamento. Fatto lo scambio, le due donne hanno deciso di conoscersi, visto che vivono nella stessa strada e non si erano mai incontrate, e sono diventate amiche. «Da un banale baratto, con la sua carica di utilità, è nato qualcosa di molto più grande…» mi scrive la lettrice entusiasta della sua scoperta. Freecycle è un gigantesco network con oltre 5mila comunità territoriali sparse nel mondo e quasi dieci milioni di membri. Ti iscrivi, fai un clic per entrare in contatto con la comunità della tua città, e puoi scambiare, gratuitamente, qualsiasi cosa. Baratti e non compri. Usi e riutilizzi, non getti nella spazzatura, non sprechi. Qualsiasi oggetto, tranne armi, droghe e tabacco. Viagra e Cialis. Il fenomeno Freecycle da qualche mese è esploso anche in Italia dove si stanno moltiplicando le comunità che fanno capo a questo brand in ogni regione del Paese e dove migliaia di persone scambiano online elettrodomestici, mobili, abiti, libri, dvd, bigiotteria. Ma anche auto, case e vacanze.

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L’inventore del network, Deron Beal, era partito in Arizona con il suo giocattolo quasi per caso, ma dal primo momento ha avuto un’idea forte in testa: «Lo scambio è un gesto semplice, quasi primitivo, che ha una enorme modernità, perché rafforza i legami delle comunità, locali e planetarie, e contrasta con concretezza lo scempio di un mondo dove gli oggetti accumulati con compulsione hanno perso senso e si sono trasformati nei simboli di un’autodistruzione». In tempi di Grande Crisi, poi, lo scambio che sostituisce l’acquisto (spesso uno spreco perché riferito a oggetti che già si posseggono) fotografa un cambio di paradigma nei nostri stili di vita. Non è pauperismo né filosofia francescana: soltanto la necessità e l’opportunità rappresentano le molle di un cambiamento radicale. Non c’è ideologia, ma solo buonsenso e la consapevolezza che da un banale baratto possono nascere tante cose, compresa, perché no, un’amicizia come è avvenuto alla mia lettrice. Non a caso il settimanale Time ha inserito il baratto al posto dell’acquisto nell’elenco delle dieci cose che cambieranno il mondo nei prossimi anni. A conferma che cambiare dipende innanzitutto da noi, a partire dai gesti più semplici della vita quotidiana dietro i quali ci possono essere pensieri forti, molto forti.

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