“Adotta un letto”, il progetto che permette ai genitori di stare accanto ai figli in ospedale

L'iniziativa è di ABIO, l'associazione di volontari che si occupano di aiutare famiglie e bambini ricoverati in ospedale

adotta un letto

Rosa arriva nel reparto di Pediatria con il figlio di pochi anni. Il bambino deve rimanere ricoverato: per lui l’ospedale è un ambiente estraneo, fatto di visite, rumori e paura. Per la mamma, oltre all’ansia per il figlio, c’è anche una preoccupazione molto semplice: «Come faccio a stargli accanto anche stanotte? Per sua fortuna, la donna, che tra l’altro è anche vedova, ha potuto ricevere il suo confortevole letto per stare accanto al figlio in ospedale, grazie a un’associazione di volontari molto presente in Italia.

Il progetto “Adotta un letto” di ABIO (Associazione per il Bambino in Ospedale), permette ai genitori di rimanere accanto al proprio figlio durante il ricovero in condizioni più dignitose e confortevoli.

In pratica AIBO si occupa di raccogliere donazioni attraverso volontari e sostenitori e poi  utilizza il denaro per acquistare letti o poltrone letto destinati ai reparti pediatrici. In questo modo il genitore può così dormire accanto al bambino ricoverato, invece di dover trascorrere la notte su una sedia o su una sistemazione improvvisata. E i volontari ABIO, oltre alla raccolta fondi, operano in ospedale per rendere il ricovero meno traumatico: accolgono bambini e famiglie, offrono giochi e libri e aiutano i genitori nelle necessità quotidiane.

. Ovviamente ABIO non può decidere, in modo unilaterale, di donare il letto all’ospedale, ma tutto avviene secondo un percorso condiviso:

  1. Si individua il bisogno del reparto
    L’associazione, insieme all’ospedale, verifica dove servono poltrone letto e quante ne occorrono. L’obiettivo è che il genitore possa rimanere nella stessa stanza del bambino anche durante la notte. ABIO indica proprio le poltrone letto come uno degli interventi per rendere più accogliente la degenza pediatrica.
  2. Si raccolgono i fondi
    Possono contribuire singoli cittadini, aziende, fondazioni o iniziative di raccolta fondi. Un esempio è il payroll giving: un’azienda stipula una convenzione e i dipendenti possono destinare volontariamente ogni mese una somma equivalente a un’ora del proprio stipendio al progetto. ABIO ha utilizzato questo sistema, per esempio, con l’obiettivo di finanziare 20 poltrone letto.
  3. L’associazione acquista o finanzia la fornitura
    Non è necessariamente il singolo donatore a comprare una poltrona e portarla in ospedale. È l’associazione che coordina il progetto e destina le risorse alla realizzazione dell’intervento, in accordo con la struttura.
  4. Il bene viene collocato nel reparto
    La poltrona viene sistemata nella stanza di degenza, generalmente accanto al letto del bambino. ABIO Bergamo, per esempio, descrive poltrone destinate ai familiari che assistono i bambini giorno e notte.
  5. La poltrona deve rispettare le esigenze dell’ambiente ospedaliero
    Non si tratta semplicemente di una normale poltrona da casa. Deve essere adatta all’utilizzo ospedaliero e alla frequente sanificazione. ABIO  sottolinea, ad esempio, l’importanza di materiali disinfettabili, ignifughi e certificati.

Foto di copertina tratta dalla pagina Facebook di Fondazione ABIO Italia ETS

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