DAZN ne approfitta dei Mondiali di calcio per stangare gli abbonati

ll costo degli abbonamenti in tre anni è aumentato del 26 per cento, rispetto a un'inflazione del 10 (dal 23 al 26).

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Il metodo è sempre lo stesso: prima ti offro un servizio, facendoti credere che sia a buon prezzo, e poi ti stango, appena sono diventato indispensabile. DAZN ha usato esattamente questa tattica per stangare i suoi abbonati, da quando, nel marzo 2021, ha sconfitto Sky nell’asta per l’aggiudicazione delle partite della serie A.

Così, in un primo momento i prezzi per gli abbonamenti sono risultati più bassi rispetto al concorrente, ma poi, a raffica, sono arrivate le stangate. Con questo ritmo:  il costo dei vari abbonamenti a DAZN, in tre anni, dal 2023 al 2026, è aumentato del 26 per cento, rispetto a un’inflazione del 10 per cento.
L’ultimo aggiornamento tariffario è stato comunicato durante l’eccitazione degli abbonati per i campionati del mondo di calcio, è andrà a regime dal 16 agosto 2026 con questi prezzi:
  • piano Full passa da 44,99 a 46,99 euro al mese nella versione senza vincoli;
  • piano Full annuale con dilazionamento in 12 rate passa da 34,99 a 36,99 euro al mese;
  • piano Full annuale con pagamento anticipato passa da 359 a 379 euro all’anno;
  • piano Family passa da 66,99 a 71,99 euro al mese nella versione senza vincoli;
  • piano Family annuale con dilazionamento in 12 rate passa da 59,99 a 61,99 euro al mese;
  • piano Family annuale con pagamento anticipato passa da 599 a 619 euro all’anno.

E pensare che al momento del lancio della piattaforma l’abbonamento “tutto compreso” costava 9,99 euro all’anno!  Intanto, in questi anni il proprietario di riferimento di DAZN, Len Blavatnik, un imprenditore e investitore statunitense di origine ucraina, è diventato uno degli uomini più ricchi del mondo, investendo in energia, materie prime, tecnologia e media (come la piattaforma di DAZN).

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