In Spagna vietato vendere frutta e verdura negli imballaggi di plastica

Il divieto risale al 2023, e ci sono poche eccezioni. Il precedente della Francia con la "legge antispreco".

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La Spagna vuole ridurre il peso dei rifiuti da imballaggio  del 15% entro il 2030, rispetto al 2010, e anche per questo, oltre che per motivi di sicurezza alimentare, ha messo in campo una legge molto severa contro le confezioni di plastica nelle quali si vendono, specie nei supermercati, frutta e verdura.

Dal 1° gennaio 2023 la normativa spagnola sugli imballaggi stabilisce che i negozi alimentari devono presentare sfuse le frutta e verdura fresche vendute intere, quindi, in linea generale, senza confezione.

Il governo spagnolo ha ritenuto che, quando la confezione non aggiunge un reale valore al prodotto, sia preferibile eliminarla anziché produrre plastica e poi doverla raccogliere e riciclare. 

Ci sono alcune eccezioni, tra cui:

  • prodotti confezionati in lotti da 1,5 kg o più;
  • varietà protette o registrate;
  • prodotti con una certificazione/indicazione di qualità specifica o biologica;
  • prodotti che rischiano di deteriorarsi o subire perdite se venduti sfusi. 

Qui trovate il testo completo della legge. 

Prima della Spagna, la Francia ha fatto da apripista introducendo una “Legge Antispreco” (Loi AGEC), con la quale è vietato vendere circa 30 tipologie di frutta e verdura fresca in imballaggi di plastica per lotti inferiori a 1,5 kg. Per esempio, prodotti resistenti come porri, zucchine, melanzane, pomodori tondi, mele, pere e arance.

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