Indice degli argomenti
Costi troppo alti
Le gite, soprattutto quelle di più giorni, possono costare centinaia di euro. Per molte famiglie è una spesa difficile da sostenere, specie con alta inflazione e redditi stagnanti.
Disuguaglianze economiche tra territori
Nel Sud e nelle periferie urbane la partecipazione è più bassa. Le scuole spesso evitano di proporre viaggi costosi per non escludere parte della classe.
Problemi organizzativi e responsabilità
Negli ultimi anni molti insegnanti sono più riluttanti ad accompagnare gli studenti per via delle responsabilità legali e dei carichi di lavoro extra non sempre riconosciuti.
Burocrazia e vincoli scolastici
Autorizzazioni, assicurazioni, norme di sicurezza: organizzare una gita è diventato più complesso rispetto al passato.
Comportamento degli studenti
In alcuni casi scuole e docenti rinunciano per timore di problemi disciplinari durante i viaggi.
Disimpegno degli insegnanti
Uno dei motivi che spinge i presidi a rinunciare alle gite scolastiche è la mancanza di insegnanti disposti ad accompagnare gli studenti. Non ricevono alcun straordinario per questo tipo di attività, e allo stesso tempo le responsabilità, nei confronti dei ragazzi, si moltiplicano e durano h24, cioè tutta la giornata trascorsa insieme.
Poca voglia dei ragazzi di stare insieme
Un ultimo aspetto, sicuramente il più nuovo in questa deriva delle gite scolastiche, è la sempre più scarsa voglia dei ragazzi di stare insieme nel tempo extrascolastico. La gita, con pernottamento, sotto questo punto di vista, è impegnativa, e significa rinunciare alle abitudini della propria giornata sui social, oppure in compagnia del solito branco. Diventa così, per gli studenti, “tempo sprecato”. Risultato: fino a qualche anno fa le gite scolastiche coinvolgevano il 75-80 per cento degli studenti, ed erano dunque la regola; adesso siamo a meno della metà, e le gite sono diventate l’eccezione.
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