A San Floro dalla lotta contro una discarica nasce un’azienda modello di grani antichi

In questa piccola località calabrese, da un movimento popolare si è creata un'azienda gestita direttamente dai 202 soci-contadini. Con un leader giovane e intraprendente

orto di famiglia
Tutto inizia con una protesta popolare contro la costruzione dell’ennesima discarica, guidata da Stefano Caccavari, giovane studente di Economia e Commercio, attraverso una pagina Facebook contro una discarica.
Siamo a San Floro, in provincia di Catanzaro,  Qui i 600 abitanti del Paese insieme ai cittadini dei comuni di Girifalco, Borgia, Amaroni, Cortale, Settingiano e Caraffa, in collaborazione con il comitato No Bat e supportati da Legambiente, dopo dure battaglie, riescono  ad ottenere dalla Regione l’annullamento del decreto per la concessione di un’area alla società che avrebbe dovuto provvedere alla costruzione dell’isola ecologica di Battaglina, enorme vasca di 40 ettari capace di contenere fino a 3 milioni di metri cubi di rifiuti. Al suo posto, grazie al movimento popolare, si creò L’Orto di famiglia di san Floro.

 

L’idea dell’Orto di famiglia era semplice ma potente: invece di lasciare i campi incolti o destinati a un’area degradata, li ha suddivisi in piccoli appezzamenti dati in gestione alle famiglie del posto. Qui si coltivavano ortaggi biologici, senza pesticidi, con tecniche di lotta naturale e con una forte partecipazione della comunità.

Questo ha avuto due effetti decisivi:

Da un lato ha rafforzato la mobilitazione sociale contro la discarica, perché il territorio non era più percepito come “vuoto” o sacrificabile, ma come spazio agricolo vivo e produttivo. Dall’altro ha dimostrato che quell’area poteva generare valore economico e sociale attraverso l’agricoltura sostenibile, rendendo sempre più difficile giustificare il progetto dell’impianto.

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Orto di Famiglia San Floro/pagina Facebook

Alla testa del movimento c’è Stefano, un ragazzo molto intraprendente, che non si ferma alla protesta, alla messa in sicurezza del territorio e all’orto, ma grazie a una raccolta fondi attraverso il crowdfunding sui social, riesce ad acquistare un vecchio mulino a pietra, e crea Mulinum, una piccola azienda che consolida  modello agricolo basato su grani antichi e filiera corta. Il successo della sottoscrizione popolare è straordinario: Stefano Caccavari, in appena 3 mesi, raccoglie oltre 500mila euro e si ritrova con 101 soci.

  • Oggi Mulinum coltiva grani antichi locali ( Senatore Cappelli, Verna, Farro, Iermano, Maiorca, Rubeum) in agricoltura biologica, poi li trasforma direttamente in prodotti finiti, senza passaggi industriali intermedi. I suoi soci sono diventati 220 e stanno per decollare altri due Mulini, con la stessa impostazione di san Floro, in Toscana e in Puglia.

La filiera funziona così:

  • coltivazione del grano in campi locali
  • macinazione a pietra naturale per ottenere farine integrali
  • produzione di pane, pizza e prodotti da forno con lievito madre e ricette tradizionali

Oltre alla produzione, Mulinum è anche un modello “aperto”:

  • vende direttamente (shop e punti vendita)
  • organizza eventi, visite e attività didattiche
  • coinvolge agricoltori locali in una rete di produzione condivisa

(Fonte immagini: Orto di famiglia)

Foto di copertina tratta dalla pagina Facebook di Orto di Famiglia San Floro

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