Merijn Tinga gira il mondo raccogliendo rifiuti per promuovere il “vuoto a rendere”

Una proposta da attivista molto concreta per ridurre la spazzatura formata dalla plastica. Un continuo tour nel mondo con una tavola da surf costruita con i rifiuti di plastica.

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In giro per il mondo, senza sosta, con tavole da surf e kitesurf realizzate riciclando la plastica. E con un obiettivo molto preciso: promuovere il Sistema di Deposito Cauzionale (DRS), il moderno “vuoto a rendere” per le bottiglie di plastica e le lattine di alluminio. 

Merijn Tinga è un biologo olandese, artista e appassionato di kitesurf. Nato nel 1972, durante le sue uscite in mare vedeva continuamente bottiglie, pezzi di plastica e altri rifiuti sulle spiagge. Da biologo sapeva che il problema non era semplicemente estetico: la plastica che finisce in mare si frammenta in microplastiche e può entrare negli ecosistemi e nella catena alimentare.

Nel 2014 decide quindi di fare qualcosa di molto teatrale: raccoglie plastica sulle spiagge e la utilizza per costruire una tavola da surf. Poi la usa per una spedizione di circa 350 km lungo la costa olandese e belga. Nasce così il personaggio del Plastic Soup Surfer

Tinga capisce abbastanza presto che raccogliere rifiuti dalle spiagge non basta. Puoi ripulire una spiaggia oggi e ritrovarla piena di bottiglie domani. Quindi sposta il bersaglio: non vuole soltanto convincere le persone a non buttare la plastica, vuole cambiare le regole che permettono al rifiuto di essere prodotto e abbandonato

Nel 2016 attraversa il Mare del Nord su una tavola costruita con plastica riciclata, accompagnando l’impresa con una campagna per introdurre nei Paesi Bassi un sistema di deposito cauzionale sulle bottigliette: paghi una piccola cauzione quando compri la bottiglia e la recuperi quando la restituisci.

La sua petizione raccoglie oltre 60.000 firme e la sua campagna contribuisce a portare il tema nell’agenda politica olandese. Nel 2021 vengono introdotti i depositi sulle bottigliette di plastica piccole e nel 2023 sulle lattine. Nel 2017 Tinga cambia nuovamente mezzo: percorre il Reno dalla sorgente fino al mare, circa 1.200–1.250 km.Il messaggio questa volta è: la plastica non nasce nell’oceano, parte dalla terraferma, entra nei fiumi e alla fine arriva al mare. Durante il viaggio raccoglie bottiglie dal fiume e arriva persino a restituirle ai produttori, utilizzando un ufficiale giudiziario per consegnare simbolicamente i rifiuti alle aziende.

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Negli anni successivi le sue spedizioni diventano sempre più grandi. Ha navigato e pagaiato attraverso il Mare del Nord, il Reno e diverse parti d’Europa, utilizzando windsurf, kitesurf, SUP ed e-foil e tavole realizzate, almeno in parte, con plastica recuperata o riciclata.

Nel 2023, per esempio, Tinga percorre circa 1.800 km da Oslo a Londra in 32 giorni su una tavola di plastica riciclata, portando il messaggio del sistema di deposito cauzionale. Da allora ogni anno un lungo viaggio: Londra-Parigi (2024), Parigi-Nizza (2025), Nizza-Roma (2026). Arrivato a Roma, Tinga è riuscito anche a ottenere un incontro con Papa Leone XIV. Il prossimo grande progetto indicato da Tinga è una nuova spedizione nel Mediterraneo: partire da Venezia e arrivare a Istanbul, attraversando il Mediterraneo in più tappe, nel corso del 2027 e 2028.

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Fonte immagini: Plastic Soup Surfer/Facebook

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