Lo smart working fa aumentare il numero dei figli

Uno studio del King's College di Londra. Il lavoro da casa favorisce il progetto di una famiglia

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Lo smart working, fatto con serietà e anche con responsabilità, presenta molti vantaggi per il lavoratore e per l’azienda: migliora la qualità del tempo libero a disposizione, riduce i costi degli spostamenti casa–lavoro e viceversa, aumenta la produttività dei dipendenti.
Ma adesso, grazie a uno studio scientifico di fonte inglese, sappiamo una cosa in più, anche molto importante: lo smart working aiuta a fare figli. La ricerca è stata realizzata da un gruppo di ricercatori del King’s College London (in particolare di economisti come Cevat Giray Aksoy) ha trovato un risultato piuttosto chiaro: lo smart working è associato a una maggiore probabilità di avere figli e a famiglie leggermente più numerose.
Il campione dello studio non era neanche piccolo, ma comprendeva coppie che hanno beneficiato dello smart working,almeno un giorno alla settimana, in 40 stati del mondo. Queste coppie tendono ad avere più figli rispetto a chi lavora sempre in presenza a conferma del fatto che lo smart working favorisce progetti genitoriali. Secondo i dati della ricerca, la fertilità potrebbe aumentare in media di circa 0,3 figli per donna nelle coppie con smart working regolare le nascite, per chi fa lo smart working, risultano del 14 per cento in più rispetto a chi lavora soltanto in presenza, cinque giorni su cinque.

Il meccanismo principale che spiega questi dati  non è “psicologico”, ma molto pratico:

  • meno tempo perso nei trasporti
  • maggiore flessibilità nella gestione dei figli
  • più facile coordinare lavoro e vita familiare
  • riduzione del “costo organizzativo” di avere un bambino
  • riduzione del costo percepito del primo figlio.

Secondo il lavoro dei ricercatori di King’s College London, lo smart working non crea la  voglia di figli dal nulla, ma rende più facile concretizzarla, e questo si riflette in un aumento significativo della natalità.

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