Le mosche volanti si evitano con pause regolari dagli schermi digitali

Un disturbo che, almeno una volta, ha colpito il 76 per cento della popolazione. Quando bisogna preoccuparsi

Le mosche volanti si evitano con pause regolari dagli schermi digitali

In Italia ci sono 45 milioni di persone che, almeno una volta, hanno avuto il problema delle mosche volanti, che dal punto di vista clinico sono chiamate miodesopsie, o corpi mobili vitreali. Si tratta di puntini, filamenti o ragnatele (piccoli corpi che sembrano, appunto, insetti) che si formano all’interno del corpo vitreo, la sostanza gelatinosa che riempie l’occhio. Nel momento in cui si cerca di fissarli, scappano via e scompaiono.

Cause

Possono essere diverse, alcune fisiologiche, altre invece in significativa crescita per i nostri stili di vita.

  • Invecchiamento: con il passare degli anni si verifica un naturale deterioramento del gel vitreale e questo può comportare episodi di mosche volanti.
  • Miopia: chi soffre di questo disturbo agli occhi è anche il più esposto alle miodesopsie.
  • Disidratazione: bevendo poca acqua si può accentuare la scomposizione del gel.
  • Un uso compulsivo degli schermi, dalla tv a quelli digitali (smartphone, pc, computer, tablet).

Sintomi e fastidi

Le mosche votanti  diventano molto più evidenti e nitidi quando si fissa una superficie chiara e luminosa (un muro bianco, il cielo azzurro, lo schermo del computer o della TV). Al contrario, tendono a scomparire in ambienti bui o su sfondi scuri.

I fastidi, infatti, si accentuano negli ambienti luminosi: diventa più difficile leggere ( e concentrarsi per la lettura), si ha la sensazione di un corpo estraneo, e nelle forme più gravi si possono creare fenomeni di ansia e stress. 

Medicinali e integratori inutili

I medici onesti non fanno altro che ripetere che la scienza è chiara: non esistono farmaci o integratori in grado di eliminare le miodesopsie. Tantomeno servono a qualcosa, se non a sprecare soldi, prodotti a base di antiossidanti o collagene, pubblicizzati per “migliorare il vitreo”.

In genere il disturbo delle mosche volanti passa grazie al cervello che si adatta da solo, senza l’aiuto di medicinali o integratori. 

Prevenzione

Piuttosto per chi ha una tendenza alle mosche volanti è molto utile una semplice prevenzione, a base di poche ma essenziali cose.

  • Il vitreo va mantenuto idratato: un altro elemento che rafforza l’importanza di bere in modo sufficiente nel corso della giornata.
  • Scegliere con frequenza alimenti che abbiano vitamina C ed E e minerali come potassio, zinco e magnesio.
  • Indossare occhiali da sole: i raggi UV accelerano la degradazione dei tessuti oculari.
  • Pause dagli schermi. Questa è diventata la prevenzione più importante. La regola da applicare è 20-20-20: ogni 20 minuti guardare un oggetto a una distanza di 20 piedi (circa 6 metri) per circa 20 secondi. In questo modo si riduce l’affaticamento visivo, diventato ormai la prima causa delle mosche volanti.

Quando preoccuparsi

Circa il 33 per cento della popolazione italiana considera le mosche volanti “un problema persistente”. E comunque transitorio.

Ci sono casi nei quali invece bisogna chiedere l’intervento immediato dell’oculista per escludere il distacco della retina:  

  • Lampi di luce improvvisi (Fosfeni): percezione di flash, scintille o bagliori luminosi, ben visibili anche al buio o a occhi chiusi. Indicano che il gel vitreale sta esercitando una trazione fisica sulla retina.
  • Aumento repentino dei corpi mobili: passare improvvisamente da poche mosche volanti a una “tempesta” di punti neri o a una sensazione di “pioggia di fuliggine” (che può indicare un piccolo sanguinamento interno).
  • Effetto “tenda scura”: la comparsa di un’ombra scura, fissa e opaca che copre una parte del campo visivo (laterale, dall’alto o dal basso), come se una tenda si stesse chiudendo.
  • Calo della vista: qualsiasi annebbiamento o perdita parziale della nitidezza visiva associata alla comparsa delle mosche.

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