In Francia riconosciuto il danno animale, come per gli uomini

Una storica sentenza del maggio 2026 riconosce lo status di "parte lesa" e non più di semplice "oggetto danneggiato".

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Tutto è avvenuto grazie alla gatta Athéna e alla coniglietta Maddy, lasciate sole per dieci giorni dalla loro proprietaria, senza cibo e senz’acqua, in un ambiente umido e sporco. La denuncia di un’associazione animalista ha consentito di salvare i due animali e di portare il caso del loro maltrattamento in tribunale. E con una storica sentenza del maggio 2026,  il Tribunale di Polizia di Saint-Étienne ha  riconosciuto formalmente il préjudice animalier, trattando gli animali come vittime dirette, proprio come se fossero esseri umani.  Ad Athéna e Maddy sono stati assegnati complessivamente 800 euro (300 euro per ciascun animale per le sofferenze patite, oltre a danni materiali alla SPA di Lione costituitasi parte civile), e i fondi sono stati destinati alle associazioni animaliste impegnate sul territorio per denunciare i casi di maltrattamento degli animali. 

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La sentenza, che arriva dopo precedenti analoghi, per esempio da parte del tribunale di Lille, non modifica soltanto l’aspetto lessicale, ma ha un valore sostanziale. In pratica un animale maltrattato e danneggiato non è più considerato alla stregua di un “oggetto”, ma assume lo status di “parte lesa”, come capita per gli esseri umani, e in quanto tale matura un diritto al risarcimento. Tanto che il denaro viene liquidita per la sofferenza subita dall’animale, non solo per le spese veterinarie e i fondi sono assegnati ad associazioni impegnate in queste battaglie di civiltà. 

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