I distributori automatici sono ormai il più importante canale di vendita per alimenti ultraprocessati e ad alta densità calorica (snack confezionati, bibite zuccherate, caramelle, patatine). In pratica, grazie alle macchinette sparse ovunque, e con controlli molto minori rispetto a qualsiasi altro punto vendita (dal supermercato al negozio al dettaglio) siamo imbottiti di cibo spazzatura.
I vantaggi per i venditori, che hanno reso i distributori automatici così utilizzati, sono questi:
- Disponibilità continua (24 ore su 24).
- Acquisti impulsivi da parte dei clienti.
- Presenza in scuole, uffici, ospedali e stazioni.
- Spazio limitato, che favorisce prodotti confezionati a lunga conservazione.
In Italia risultano installate circa 830.000-835.000 vending machine attive sul territorio nazionale, dove vengono acquistate, circa 4-5 miliardi di consumazioni all’anno, considerando caffè, bevande e snack. Il comparto genera oltre 2 miliardi di euro di fatturato annuo considerando anche il servizio di caffè in capsule e cialde per uffici. Questi dati significano che in Italia c’è circa un distributore automatico ogni 70-75 abitanti, una densità molto elevata rispetto ad altri Paesi europei.
I vantaggi per i venditori sono chiari. E per i consumatori? Dietro un acquisto pratico e veloce si nascondono molte insidie, anche perché l’acquisto attraverso la macchinetta impedisce di leggere prima l’etichetta e di valutare così gli ingredienti del prodotto. Risultato: i profili nutrizionali degli alimenti venduti con i distributori automatici risultano carichi di zuccheri, sale e grassi.
Facciamo un paio di esempi concreti. Il primo riguarda il pane. Quello venduto nelle panetterie ( o nei reparti dedicati dei supermercati) si presenta così:
- Spesso fatto con ingredienti semplici: farina, acqua, lievito, sale
- Grassi aggiunti: di solito bassi o nulli (a meno di focacce, brioche, pane all’olio)
- Più variabile e spesso artigianale.
Quello dei distributori automatici, invece:
- Di solito è pane confezionato industriale
- Per garantire durata e morbidezza può contenere:
- oli vegetali o grassi aggiunti (es. olio di girasole)
- zuccheri in piccole quantità
- emulsionanti o conservanti (non sempre, ma frequenti).
Secondo esempio. gli snack delle macchinette. Uno snack venduto in un distributore automatico di solito si presenta in modo molto “standardizzato”, pensato per essere conservabile, resistente e consumabile subito. Questo però è possibile grazie ai seguenti ingredienti:
- Zuccheri (cioccolato, sciroppi, cereali raffinati)
- Grassi vegetali o oli
- Farine raffinate o amidi
- Aromi e additivi per conservazione e gusto.
Grazie a questi ingredienti, non certo salutari, il prodotto dura più a lungo, non si deteriora e ha un sapore gradevole, che aumenta la dipendenza da cibi ultraprocessati.
Negli ultimi anni, però, alcuni distributori hanno iniziato a offrire anche alternative più sane: acqua, frutta secca, yogurt, barrette con ingredienti semplici, frutta fresca e persino pasti refrigerati.A questo punto, basterebbe stabilire che i distributori automatici contengano, ad esempio:
- una quota minima di prodotti salutari (frutta, yogurt, frutta secca, panini integrali)
- limiti su zuccheri, sale e grassi saturi per i prodotti venduti
- obbligo di alternative “healthy” in scuole, ospedali e uffici pubblici
- etichettatura chiara tipo semaforo nutrizionale.
Non è una cosa complicata, a volerla fare!
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