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Disoccupati, arriva il “lavoro verde”

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La disoccupazione raggiunge il picco piu’ alto degli ultimi 26 anni ma in aprile ha rallentato e Barack Obama parla di segnali incoraggianti disegnando una strategia finalizzata alla creazione di posti riqualificando i senza lavoro alle sfide del XXI secolo.

I 539 mila posti tagliati il mese scorso portano la disoccupazione all’8,9 per cento, come non avveniva dal 1989, ma per il Dipartimento del Lavoro si tratta di un dato in chiaroscuro perche’ la previsione era di perdita di 620 mila occupati. Siamo di fronte a segnali in qualche maniera incoraggianti, dice il presidente degli Stati Uniti parlando dall’Eisenhower Executive Building di Washington, pur definendo un risultato preoccupante la situazione dell’occupazione. Obama e’ convinto che in questa fase l’importante sia scegliere le strategie giuste per uscire dalla recessone con decisioni migliori del passato ed in concreto significa far girare il nostro motore economico guardando in avanti.

Da qui il piano della Casa Bianca per la creazione di posti di lavoro che parte dalla convinzione che non serve tentare di ricreare quelli perduti mentre bisogna riqualificare la madodopera per le sfide che ci attendono ovvero rispondere alla richiesta di nuovi lavori in settori destinati a espandersi, a cominciare dai green jobs legati alle energie rinnovabili. Molti degli americani che hanno perso il lavoro non riescono a trovarne un altro semplicemente perche’ mancano delle conoscenze e della preparazione necessarie, spiega Obama, secondo il quale nel XXI secolo cio’ che piu’ conta sono le conoscenze e dunque l’educazione che e’ in grado di produrle, gettando le basi del successo individuale. Da qui la convinzione che chi si trova in disoccupazione non deve cercare un lavoro come quello che ha perduto ma deve prepararsi per una nuova occupazione.

Al fine di favorire questo processo nasce un sito dell’amministrazione Obama – opportunity.gov – che consentira’ ai disoccupati di ragionare su quali sentieri lavoratori intraprendere grazie alla possibilita’ di accedere a borse di studio capaci di aiutarli a tornare a studiare. La media degli studenti laureati all’Universita’ guadagna l’80 per cento in piu’ di coloro che hanno terminato il liceo e dunque e’ questa differenza di educazione il nodo da sciogliere per rilanciare il lavoro. Per riuscirci cambieremo le regole insensate che scoraggiano i disoccupati a tornare a studiare, promette il presidente, rifacendosi all’esperienza tratta dagli anni nei quali era un community organizer nei quartieri poveri di Chicago ed aiutava le famiglie piu’ in difficolta’ a risollevarsi spingendo padri e madri disoccupati ad andare nelle scuole serali per riqualificarsi professionalmente.

L’intento e’ dare piu’ opportunita’ agli americani, porre fine alle diseguaglianze nell’educazione e rigenerare cosi’ la manodopera in fuga dalle manifatture del Novecento per consentire alle nuove industrie di far ripartire la crescita. E’ una ricetta alla quale lavorera’ una task force che guidata da un tandem composto dai ministri del Lavoro, Hilda Solis, e dell’Educazione, Arne Duncan.