“Di sana pianta”: il laboratorio artigianale che recupera le sneakers

Niente sprechi, grazie a due artigiani, di un scarpa comoda, ma buttata via con troppa facilità

Uova di Pasqua129
Federica Sofia si è laureata in Interior Design, ma durante un periodo trascorso in Inghilterra, tra Nottingham e Londra, ha deciso di dedicarsi alla calzoleria. Ha imparato il mestiere lavorando in diverse botteghe artigiane, tra cui quella dello storico calzaturificio John Lobb a Londra, affinando le tecniche di costruzione e riparazione delle scarpe. Tornata in Italia, nel 2015 ha aperto il suo laboratorio a Brescia.
Nel laboratorio ha iniziato a lavorare insieme al marito, Nicola Buono. Insieme anche sul lavoro, Federica e Nicola, realizzano scarpe artigianali, restaurano calzature di ogni tipo e hanno creato il progetto “Di SANA PIANTA“, dedicato al recupero delle sneaker. La loro filosofia è quella di considerare la riparazione non solo come un servizio, ma come un gesto culturale contro l’usa e getta: smontano le scarpe, ricostruiscono le parti usurate e le rendono nuovamente robuste, riparabili e spesso personalizzate. Un progetto da approccio orientato alla vera sostenibilità e all’upcycling.
Ma come funziona il lavoro artigianale anti-spreco di Federica e Nicola? Questi sono i passaggi-chiave:
  1. Valutazione della scarpa: verificano se la tomaia (la parte superiore) è ancora recuperabile. Se è in buone condizioni, la scarpa può essere restaurata anche quando la suola è molto usurata.
  2. Smontaggio: rimuovono la suola originale e le parti danneggiate, mantenendo tutto ciò che può essere salvato.
  3. Ricostruzione: realizzano una nuova suola e sostituiscono o rinforzano le parti usurate usando materiali di qualità, spesso recuperati da eccedenze di produzione o da altri materiali destinati allo scarto.
  4. Personalizzazione: il cliente può scegliere dettagli estetici, colori e finiture, trasformando la sneaker in un pezzo unico.
  5. Finitura e controllo: la scarpa viene rifinita, pulita e controllata prima della consegna.
Il progetto artigianale della coppia bresciana riduce due sprechi: scarpe che finiscono troppo facilmente nella spazzatura, e rifiuti che aumentano. Le sneaker si buttano così frequentemente perché sono progettate soprattutto per essere leggere, comode e poco costose da produrre, non per essere riparate. Inoltre le  aziende del settore, approfittando delle caratteristiche tecniche delle sneakers, lanciano continuamente nuovi modelli e collaborazioni. Questo incentiva il ricambio frequente, anche quando le scarpe sono ancora recuperabili.

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