Una buona e adeguata alimentazione può aiutare, specie in chiave preventiva, chi ha problemi alla tiroide. A partire innanzitutto dallo iodio, del quale, secondo le linee-guida del ministero della Salute, gli adulti devono assumere 150 microgrammi al giorno (la dose aumenta fino a 220-290 microgrammi per le donne in gravidanza e durante l’allattamento).
Lo iodio è indispensabile per la sintesi degli ormoni tiroidei, ecco perché i medici di solito consigliano agli ipotiroidei di fare il bagno a mare al mattino presto, quando lo iodio è presente in maggiore quantità.
Oltre allo iodio( che si trova in abbondanza nel pesce, nei frutti di mare, nelle uova e soprattutto nel sale iodato) ci sono anche altri nutrienti che fanno bene alla tiroide. E in particolare:
- Selenio: pesce, uova, carne, legumi e frutta secca, cereali e riso integrale. Le noci del Brasile ne contengono molto, quindi non è necessario mangiarne molte.
- Zinco: carne, pesce, uova, latticini, legumi e frutta secca.
- Ferro: carne, legumi, verdure a foglia verde e cereali integrali. Una carenza di ferro può interferire con la produzione degli ormoni tiroidei.
- Proteine: pesce, uova, legumi, latticini e carni magre contribuiscono a una dieta adeguata.
Alimenti da assumere sono legumi, cereali, verdure (innanzitutto asparagi e spinaci), frutta (banane e kiwi). Utili anche i tuberi, a partire dalle patate, senza eccedere a causa di un maggior apporto energetico.
Quanto al cibo da evitare, non ci sono molti alimenti ai quali una persona sana debba rinunciare per proteggere la tiroide. Più che eliminare cibi, è importante evitare eccessi e prestare attenzione ad alcune situazioni:
- Integratori di iodio o alghe ricche di iodio (es. kelp): un eccesso di iodio può alterare la funzione tiroidea, soprattutto in chi ha già una malattia della tiroide.
- Integratori di selenio ad alte dosi: anche il selenio in eccesso può essere dannoso. Meglio ottenerlo normalmente dalla dieta, salvo indicazione medica.
- Soia e alimenti a base di soia: non è generalmente necessario eliminarli. Se assumi levotiroxina, però, la soia può interferire con l’assorbimento del farmaco e conviene seguire le indicazioni del medico/farmacista sulla distanza dall’assunzione.
- Cavoli, broccoli, cavolfiore: non è necessario evitarli nelle normali quantità. Il problema riguarda soprattutto consumi estremamente elevati associati a un apporto insufficiente di iodio.
- Alimenti ultraprocessati, molto zuccherati o molto ricchi di grassi saturi: non “bloccano” la tiroide, ma limitarli è utile per la salute generale.
Avere problemi di ipotiroidismo significa anche evitare o ridurre cibi cosiddetti “gozzigeni”: cavoli, broccoli, cavolfiori, rape, ravanelli, miglio. Con una ridotta funzione tiroidea è utile limitare il consumo della soia non fermentata e derivati, così come delle Brassicacee, cioè dei cavoli come abbiamo detto.
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