Da quando, nel 2019, Esther Duflo (insieme a Abhijit Banerjee e Michael Kremer) ha vinto il Premio Nobel per le Scienze economiche per aver sviluppato un nuovo modo di studiare e combattere la povertà, non si è mai fermata con i suoi progetti. Invece di partire solo da grandi teorie, ha iniziato a trattare i programmi contro la povertà come esperimenti scientifici, sul campo. Tutti portati a termine con risultati molto incoraggianti.
Istruzione
Esther Duflo ha studiato interventi per migliorare l’apprendimento dei bambini nei Paesi poveri, ad esempio programmi di recupero scolastico e incentivi alla frequenza. In Ghana un progetto con delle borse di studio concesse alle giovani madri per pagare le scuole superiori ai figli, ha funzionato molto bene. Dopo qualche anno, le possibilità di sopravvivenza e di sviluppare le facoltà cognitive dei figli sono nettamente aumentate.
In India i ricercatori vincitori del Nobel nel 2019, hanno studiato un programma realizzato dalla ONG Pratham Education Foundation in alcune scuole dell’India.
L’idea è stata semplice:
- individuare gli studenti rimasti indietro;
- creare piccoli gruppi di recupero;
- affidare questi gruppi a insegnanti aggiuntivi, spesso giovani istruttori locali formati appositamente;
- concentrarsi sulle competenze di base: leggere, scrivere e fare calcoli.
Invece di seguire rigidamente il programma della classe, gli insegnanti di recupero lavoravano al livello effettivo degli studenti.
Il progetto sul campo ha dimostrato che gli studenti coinvolti nel programma migliorarono significativamente nelle abilità di base; l’effetto è particolarmente forte per i bambini che partivano più indietro; il costo dell’intervento è relativamente basso rispetto ad altre politiche educative.
Salute pubblica
In questo caso sono state sperimentate le strategie che funzionano meglio per aumentare l’uso di cure preventive, come vaccinazioni o trattamenti contro malattie diffuse. In molte zone rurali dell’India, i vaccini per i bambini sono disponibili gratuitamente, ma molti bambini non completano il ciclo vaccinale. Il problema non è solo la mancanza di medicine: spesso le famiglie non si presentano perché i centri sanitari sono poco affidabili, gli operatori mancano o le persone rimandano la visita. Esther Duflo, Abhijit Banerjee e Michael Kremer hanno messo in piedi un progetto in ben134 villaggi nel distretto di Udaipur (Rajasthan), divisi in tre gruppi: la ricerca ha consentito di capire che il problema non è il rifiuto ideologico e culturale dei vaccini, quanto i piccoli disservizi nei centri dove si fanno. Dover aspettare, trovare il centro chiuso, non avere la conferma dell’appuntamento, ritrovarsi con un medico ostile e poco collaborativo. Così è bastato rendere il servizio affidabile e le vaccinazioni sono aumentate in modo esponenziale. A questo poi si è aggiunto un piccolo incentivo che le ha rese ancora più gradite: lenticchie e piatti metallici in omaggio, consegnati al termine del ciclo di vaccinazioni. Lo studio è diventato famoso perché ha dimostrato che un intervento semplice e poco costoso può avere un grande effetto sulla salute dei bambini
Microcredito e politiche sociali
Banerjee, Duflo e colleghi hanno collaborato con un’organizzazione di microfinanza, Spandana Sphoorty Financial Limited, che stava aprendo filiali in quartieri poveri di Hyderabad.
I ricercatori hanno sfruttato il fatto che l’organizzazione non poteva aprire ovunque contemporaneamente: alcuni quartieri hanno ricevuto la possibilità di accedere ai prestiti subito, altri dopo un certo periodo. Questa differenza ha permesso un confronto simile a un esperimento.
Il prestito tipico prevedeva:
- piccoli finanziamenti per avviare o ampliare attività economiche;
- restituzione tramite rate regolari;
- responsabilità collettiva tipica del microcredito di gruppo.
La conclusione non è stata che il microcredito non funziona, ma che non è una soluzione universale alla povertà: può essere utile per alcune persone che hanno già capacità imprenditoriali o opportunità di mercato, ma da solo raramente trasforma la vita della maggioranza dei beneficiari.E dunque va tarato e applicato su queste categorie di potenziali beneficiari.
Sulla base di risultati così incoraggianti, nella lotta contro la povertà, nel 2026 Esther Duflo e Abhijit Banerjee sono entrati all’Università di Zurigo come professori finanziati dalla Lemann Foundation, con l’obiettivo di creare un centro dedicato all’economia dello sviluppo, all’istruzione e alle politiche pubbliche, continuando a svilupparei legami con il Massachusetts Institute of Technology.
Fonte immagine di copertina: Corriere.it
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