Un record dietro l’altro, e una valanga di ingiustizie che colpiscono le fasce più deboli della società. San Francisco è diventata in pochi anni la città più cara e più ingiusta d’America, il simbolo di un capitalismo che ha nelle diseguaglianze croniche e sempre più accentuate il suo motore propulsivo.
Il quotidiano New York Times, ha calcolato che la quotazione di soltanto due società legate all’intelligenza artificiale porta alla creazione di una trentina di miliardari (dipendenti delle società che potranno incassare i soldi vendendo le loro azioni) e di migliaia di multimilionari.
Il film si ripete per ogni startup che funziona, e tutto ciò ha stravolto i connotati della città.
Il costo della vita a San Francisco è schizzato del 65,6 per cento in più rispetto alla media nazionale; il prezzo medio di un appartamenti si avvicina a 2 milioni di dollari (a livello nazionale è di 450mila dollari, in Italia è 166mila euro); l’affitto medio mensile è attorno ai 4mila dollari.
Una crescita esplosiva che ha spaccato in due la città. da un lato milionari e miliardari (una minoranza), e dall’altro versante un ceto medio che si impoverisce (la maggioranza della popolazione). Molti lavoratori essenziali (insegnanti, infermieri, camerieri, addetti ai servizi) sono stati spinti fuori città. Nell’ultimo conteggio ufficiale il comune ha registrato 8.323 persone homeless: di queste, circa 4.354 vivevano senza riparo (strada, tende, veicoli o altri luoghi non abitabili) e circa 3.969 erano in strutture di accoglienza o alloggi temporanei.
Dopo il 2024 la situazione non ha fatto altro che peggiorare, anche se l’amministrazione locale tende a “nascondere” i poveri, pensando così di difendere l’immagine e la reputazione della città.
ll paradosso di San Francisco è proprio questo: la povertà esiste in una città molto ricca, ma spesso è nascosta dietro quartieri prosperi, lavori precari, abitazioni condivise e persone costrette a spostarsi altrove.
San Francisco è stata per molti decenni un simbolo di apertura, controcultura e sperimentazione sociale. Il quartiere di Haight-Ashbury divenne il centro del movimento hippie negli anni ’60, associato a rifiuto del conformismo, libertà sessuale, sperimentazione artistica e nuovi modelli comunitari. Il quartiere di Castro District divenne uno dei luoghi più importanti della storia del movimento per i diritti delle persone LGBTQ+, soprattutto dagli anni ’70. La città attirava attivisti, artisti, immigrati e persone alla ricerca di maggiore libertà personale.
Tutto è cambiato dagli anni ’90 in poi, quando la Bay Area è diventata il centro mondiale dell’industria tecnologica, con aziende come Apple, Google e Meta Platforms. La crescita ha creato enormi fortune, ma i guadagni si sono concentrati soprattutto tra lavoratori altamente qualificati, investitori e proprietari immobiliari. E da allora il destino di San Francisco si è rovesciato, e la metropoli dei diritti e delle pari opportunità è diventata la città più cara e più ingiusta d’America.
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