Come si previene il mal di montagna

Quattro cose fondamentali: dare tempo al corpo di acclimatarsi, bere molto, evitare sforzi eccessivi e alcolici.

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Il mal di montagna è un disturbo causato principalmente dalla riduzione dell’ossigeno disponibile ad alta quota. Il corpo ha bisogno di tempo per adattarsi a questa situazione, soprattutto quando si sale rapidamente. I sintomi solito compaiono da alcune ore a un giorno dopo essere saliti e possono includere mal di testa, nausea, vomito, capogiri, stanchezza e debolezza, difficoltà a dormire, senso di affanno durante un qualsiasi sforzo.

Prima che arrivi, però il mal di montagna si può prevenire, con quattro semplici mosse che riguardano il tempo necessario per acclimatarsi, l’idratazione, e innanzitutto l’attenzione a non fare sforzi eccessivi e a non bere alcolici.

Acclimatarsi

La salita ad alta quota, specie dopo i 2.500 metri, deve essere graduale, con un aumento dell’altitudine di non più di 500-600 metri al giorno (per poi fermarsi a dormire) e con 24 ore di acclimatamento ogni 3-4 giorni. Anche lo sforzo, nella prima fase, va molto moderato, evitando per 1-2 giorni un’attività fisica troppo intensa. Appena compare uno dei tipici sintomi del mal di montagna è opportuno fermarsi e valutare la situazione prima di riprendere il cammino. 

Idratazione

In montagna bisogna bere molto, e dopo i 2.500 metri di altezza servono almeno tre litri di acqua al giorno. Idratarsi è fondamentale: a quote elevate l’aria contiene meno umidità e si perde più acqua respirando; il corpo aumenta la ventilazione per compensare la minore disponibilità di ossigeno, aumentando le perdite d’acqua; camminare in salita aumenta sudorazione e consumo di liquidi.

Non bere alcolici

 L’alcol può rendere più difficile l’adattamento all’alta quota e può accentuare alcuni sintomi del mal di montagna. Inoltre favorisce la disidratazione, aumenta la produzione di urina e può peggiorare la respirazione durante il sonno. Infine, l’alcol aumenta capogiri e sonnolenza: questi effetti possono sommarsi a quelli tipici delle salite ad alta quota. 

Evitare sforzi eccessivi

È importante evitare sforzi eccessivi in alta quota perché il corpo sta già lavorando di più per ottenere abbastanza ossigeno. Quando salite di quota, la pressione atmosferica diminuisce e quindi a ogni respiro arriva meno ossigeno ai tessuti. Il corpo reagisce aumentando frequenza cardiaca e respiratoria.

Quando diventa pericoloso

In genere il mal di montagna è assolutamente transitorio, ma in alcuni casi può evolvere in forme gravi, come l’edema cerebrale da alta quota o l’edema polmonare da alta quota. Confusione, difficoltà a camminare, forte affanno anche a riposo o peggioramento rapido sono segnali di emergenza: bisogna scendere di quota immediatamente e ricevere assistenza.

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