Yukie Ōsumi, la donna che i giapponesi considerano un tesoro nazionale vivente

Artigiana e artista del metallo, trasforma gli elementi della natura nelle sue opere. Imponendosi in un mestiere finora dominato dagli uomini.

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Una donna più artista che artigiana, che riesce a dominare in un mestiere dominato dagli uomini, la lavorazione del metallo, e diventa un’icona vivente, in Giappone, tanto da essere nominata “tesoro nazionale vivente”.

Yukie Ōsumi nasce il 4 dicembre 1945 a Kakegawa, nella prefettura di Shizuoka, pochi mesi dopo la fine della guerra. Cresce in campagna, in un ambiente nel quale la natura — onde, vento, nuvole, acqua, montagne — rimarrà poi impressa nel suo modo di creare e di lavorare il metallo. “L’idea di usare come decorazioni gli elementi della natura in continuo movimento, mi ha affascinato da quando ero bambina….” ha raccontato Yukie.

Da giovane sceglie subito un indirizzo di studi affini ai suoi interessi e alle sue passioni, e nel 1969 si laurea alla Tokyo University of the Arts in storia dell’arte. 

Ma proprio all’università, dove Yukie diventa insegnante di storia dell’arte, comincia ad avvicinarsi all’artigianato: frequenta il laboratorio di un collega più anziano e impara a realizzare piccoli oggetti e ornamenti attraverso l’incisione del metallo.Ōsumi rimane affascinata dal metallo, non soltanto dall’oro e dall’argento, in quanto materiali preziosi, ma dalla loro luce, dal colore, dalla superficie. 

In Giappone, la trasmissione dell’artigianato tradizionale avviene spesso attraverso un rapporto di apprendistato molto intenso: non si tratta semplicemente di frequentare un corso. Si osserva il maestro, si ripete, si sbaglia, si ricomincia. Per anni. E Ōsumi viene presentata a Katsura Moriyuki, importante maestro della lavorazione ornamentale del metallo. È da lui che impara l’arte dell’incisione e della decorazione.  Katsura, a sua volta, la presenta a Sekiya Shirō, uno dei grandi maestri giapponesi del tankin, la lavorazione del metallo mediante martellatura. Sekiya era stato riconosciuto nel 1977 come detentore di un’importante proprietà culturale immateriale. Non si tratta semplicemente di dare forma al metallo. Bisogna sapere dove colpire, con quale forza e con quale angolazione. Un colpo sbagliato può compromettere il lavoro.

Nelle mani di Ōsumi, ormai conosciuta in tutto il Giappone per il suo talento, il metallo sembra perdere la propria rigidità:  superfici martellate e motivi intarsiati  fanno apparire il metallo quasi capace di rappresentare momenti magici della natura, come il movimento dell’acqua, del vento e delle nuvole, delle onde.

Ma Ōsumi non si ferma, vuole allargare le sue conoscenze artistiche e si  innamora di un’altra tecnica, la nunome zōgan.

La superficie del metallo viene incisa creando una trama finissima, simile a un tessuto. Dentro questa minuscola griglia vengono poi fissati sottilissimi elementi di altri metalli, come oro o argento. Per impararla va da Kashima Ikkoku, un altro maestro che era stato riconosciuto come Tesoro nazionale vivente per la lavorazione ornamentale del metallo. 

Al termine di questo percorso, come racconterà lei stessa, Ōsumi ha chiuso il cerchio di un percorso artistico completo e senza precedenti: ha preso l’incisione da Katsura, la martellatura da Sekiya e la nunome zōgan da Kashima, fondendo le tre tradizioni in uno stile personale. 

Nel 1987 riceve il prestigioso premio della Japan Kōgei Association. Nel 1988 viene mandata per un anno nel Regno Unito come artista in formazione all’estero. Nel 2010 riceve la Medaglia d’Onore con Nastro Viola. Ma la sua vera consacrazione arriva nel  2015, quando Yukie Ōsumi viene designata detentrice di un’importante proprietà culturale immateriale nel tankin. È quello che fuori dal Giappone viene comunemente chiamato “Tesoro nazionale vivente”, un riconoscimento che per la prima volta viene assegnato a una donna, definita “dalle mani d’oro”, nel campo della lavorazione artistica del metallo, un settore dominato da sempre dagli uomini. 

Ancora nel 2026 Ōsumi continua a essere inclusa nei programmi e nelle iniziative che promuovono i “Living National Treasures” e l’artigianato tradizionale giapponese; per esempio, compare tra gli artisti della collaborazione fra Japan Kōgei Association e Asuka Cruise, dove le opere degli artigiani vengono esposte a bordo e rese accessibili al pubblico. 

Fonte immagine: Homo Faber

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