Marco e Lucia vivevano con una bambina di due anni nella periferia di Genova. Una soluzione faticosa: per andare al lavoro, entrambi, ogni mattina, dovevano affrontare un lungo tragitto da fare in macchina, nel traffico, con il problema di dover sistemare da qualche parte (spesso a casa dei nonni) la piccola Caterina. Appena hanno saputo della nuova apertura di un nido per l’infanzia e di un asilo nel borgo di Torriglia lo hanno visitato, e hanno deciso di acquistare, con un mutuo, una piccola casa per trasferirsi qui, iscrivendo Caterina all’asilo nido appena costruito.
La stessa scelta è stata fatta da Giulia Giusto e Francesco Usai, trentenni, autisti dell’AMT (l’azienda del trasporto pubblico di Genova), genitori due gemelli di 15 mesi, Leonardo e Camilla: anche loro, una volta iscritti i piccoli al nido di Torriglia hanno lasciato il comune di San Desiderio e si sono trasferiti nel borgo ligure.
Torriglia è un borgo dell’entroterra ligure, ad appena 35 chilometri da Genova, nel cuore dell’Alta Val Trebbia a circa 770 metri di altezza, all’interno del Parco Naturale Regionale dell’Antola. Nonostante la bellezza e l’unicità del luogo, anche Torriglia come molti borghi di collina e di montagna, è stata travolta dal fenomeno dello spopolamento. Agli inizi del Novecento gli abitanti erano più di 5mila; oggi, al 1° gennaio 2026, secondi i dati dell’Istat, sono appena 2.236, con una densità di appena 37 abitanti per ogni chilometro quadrato.
Per fermare lo spopolamento, gli amministratori locali, invece di mettere sul tavolo generosi incentivi per attrarre nuovi residenti, o vendere case a 1 euro, hanno scelto un’altra strada, molto più solida e completa. Approfittando di alcuni fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, hanno costruito un attraente “Polo dell’infanzia”, su una superficie complessiva di circa 900 metri quadrati, con nido, asilo, scuola, mensa, area sportiva, centro estivo, Educamp Coni. La spesa complessiva è stata di 2,5 milioni di euro, soldi assolutamente non sprecati perché la scuola, aperta nel mese di settembre del 2025, ha immediatamente funzionato come calamita per attrarre a Torriglia nuovi residenti.
Tra i motivi che portano all’abbandono dei borghi, infatti, c’è proprio la mancanza di servizi, che rende questi luoghi poco attraenti, specie per le giovani famiglie. A Torriglia si è verificato il fenomeno opposto, e ben 11 famiglia si sono trasferite nella zona, prendendo la residenza nel borgo, attratte proprio dai servizi offerti con il Polo dell’infanzia.
Foto di copertina tratta da genova.repubblica.it
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