I rain gardens (letteralmente “giardini della pioggia”) sono aree verdi progettate per raccogliere e assorbire l’acqua piovana, soprattutto quella proveniente da tetti, strade, parcheggi o marciapiedi. In pratica, sono una sorta di piccolo sistema naturale di drenaggio, molto utili non solo per non sprecare l’acqua piovana, ma anche per prevenire allagamenti e alluvioni, anche solo nel caso di violenti temporali.
Indice degli argomenti
Come funzionano
Quando piove:
- l’acqua viene convogliata verso il rain garden;
- una leggera depressione del terreno la raccoglie;
- piante, terreno e strati drenanti trattengono e filtrano l’acqua;
- l’acqua penetra gradualmente nel suolo, invece di finire tutta immediatamente nelle fognature.
Che cosa contengono
Un rain garden generalmente contiene:
- piante resistenti sia all’umidità sia a periodi asciutti;
- terreno molto permeabile;
- eventualmente strati di sabbia e ghiaia per favorire il drenaggio;
- una zona di ingresso dell’acqua e, nei progetti più grandi, un eventuale troppo pieno per gestire le piogge molto intense.
Non è quindi semplicemente un’aiuola o una mini-foresta urbana: è progettato appositamente per gestire l’acqua.
Le piante più usate
Sono anche le più adatte alla funzione di raccoglitrici dell’acqua piovana:
- Iris palustris / Iris pseudacorus – iris da zone umide, molto adatti alle parti più bagnate.
- Carex spp. – carici; ottimi per stabilizzare il terreno e molto utilizzati nei rain garden.
- Juncus spp. – giunchi, adatti alle zone che rimangono umide più a lungo.
- Lythrum salicaria – fioritura estiva e buona tolleranza ai terreni umidi.
- Echinacea purpurea – adatta alle zone più asciutte del rain garden e molto interessante per gli impollinatori.
- Rudbeckia spp. – fioritura vistosa e buona resistenza una volta stabilita.
- Asclepias spp. – interessanti soprattutto per la biodiversità e gli impollinatori.
- Panicum virgatum e altre graminacee ornamentali – utili per struttura, radici e stabilizzazione del terreno.
A che cosa servono
I rain gardens possono contribuire a:
- ridurre il deflusso superficiale e il rischio di allagamenti;
- diminuire la quantità di acqua che entra nelle fognature durante i temporali;
- filtrare alcuni inquinanti presenti nell’acqua di dilavamento;
- favorire la ricarica delle falde;
- creare habitat per insetti e altri organismi;
- aumentare il verde e migliorare il microclima urbano.
Dove sono più diffusi
I rain gardens sono particolarmente diffusi nei Paesi dove la gestione sostenibile delle acque meteoriche è entrata nella progettazione urbana.
- Stati Uniti: sono probabilmente il contesto in cui il rain garden è più diffuso. Sono utilizzati sia in giardini privati sia in parchi, strade, scuole e quartieri. La diffusione è particolarmente significativa nel Pacific Northwest, nella regione dei Great Lakes e lungo la costa orientale.
- Canada: molto utilizzati nei progetti di green infrastructure, soprattutto nelle aree urbane.
- Regno Unito: sono spesso integrati nei sistemi di Sustainable Drainage Systems (SuDS), insieme a bioswales, pavimentazioni permeabili e bacini di ritenzione.
- Australia: qui sono molto interessanti perché vengono adattati a condizioni climatiche anche molto secche; sono spesso chiamati raingardens o inseriti nei sistemi di water sensitive urban design.
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