I pesci soffrono molto per il caldo anomalo, e questo per due motivi essenziali: la carenza di ossigeno disciolto nell’acqua e l’accelerazione del metabolismo.
Ci sono anche altri effetti negativi nella vita dei pesci quando la temperatura dell’acqua aumenta:
- Si stressano più facilmente: possono diventare meno attivi, respirare più rapidamente o cercare zone più fresche e profonde.
- Por efecto del stress aumentato, i pesci diventano più irascibili, e anche più nervosi.
- Perdono memoria e rischiano di istupidirsi.
- Possono avere difficoltà a nutrirsi e riprodursi: temperature elevate prolungate compromettono la crescita e il successo riproduttivo di molte specie.
- Aumenta il rischio di malattie: alcuni parassiti e agenti patogeni proliferano più facilmente con il caldo.
- Nei casi estremi possono morire: durante le ondate di calore, soprattutto in laghi, stagni e fiumi con poca corrente, si possono verificare morie di pesci dovute alla combinazione di alte temperature e carenza di ossigeno.
Un estudio de 2019, publicado en ScienceDirect, ha rilevato che, nel caso dei pesci zebra, sia temperature troppo basse sia troppo alte (34 °C rispetto ai 26 °C ottimali) compromettono l’apprendimento in un labirinto e modificano proteine cerebrali coinvolte nella trasmissione nervosa: in questo modo, i pesci diventano smemorati. Otro estudio de 2024 dimostra che con il caldo i pesci hanno un metabolismo più elevato e un maggiore fabbisogno energetico; questo può portarli a comportamenti meno selettivi e più impulsivi e più nervosi durante la ricerca del cibo. E dopo i 32 gradi di temperatura dell’acqua possono ritrovarsi come in un labirinto e perdono il senso dell’orientamento sott’acqua.
In generale, i pesci che soffrono di più il caldo sono quelli adattati ad acque fredde e ben ossigenate. Per loro anche un aumento di pochi gradi può rappresentare un problema. I pesci d’acqua fredda (come trote o lota) vanno in crisi già sopra i 24 °C, mentre temperature sopra i 30–34 °C possono diventare fatali anche per molte specie di laghi, fiumi o acquari.

Tra i pesci più sensibili alle temperature troppo alte ci sono:
- Trucha fario: vive bene tra circa 10 e 16 °C. Quando l’acqua supera i 20–22 °C per periodi prolungati, lo stress aumenta molto.
- Trota iridea: tollera un po’ più caldo della trota fario, ma soffre anch’essa temperature elevate.
- Salmerino alpino: è tra i pesci europei più sensibili al riscaldamento delle acque.
- Temolo: necessita di fiumi freschi e ricchi di ossigeno.
- Coregone: vive nei laghi profondi e freddi; il riscaldamento degli strati superficiali può ridurne l’habitat.
Nel mare, le specie che soffrono di più il caldo sono quelle adattate ad acque fredde o con un intervallo di temperatura piuttosto ristretto. Con il riscaldamento del mare, molte di queste specie si spostano verso latitudini più elevate o a profondità maggiori, mentre altre faticano a trovare habitat adatti.
Tra le più sensibili ci sono:
- Merluzzo atlantico: è uno dei casi più studiati. Le popolazioni nelle zone più meridionali del suo areale sono particolarmente vulnerabili al riscaldamento.
- Eglefino: predilige acque fresche del Nord Atlantico e può risentire dell’aumento delle temperature.
- Halibut atlantico: vive in acque fredde e profonde, dove il riscaldamento riduce gli habitat favorevoli.
- Aringa atlantica: il caldo può modificare le aree di riproduzione e la disponibilità di plancton di cui si nutre.
- Capelin: piccolo pesce artico molto sensibile ai cambiamenti di temperatura.
Nel Mediterraneo la situazione è diversa: il mare è già relativamente caldo, quindi molte specie sono adattate a temperature elevate. Tuttavia, alcune soffrono comunque le ondate di calore marine, tra cui:
- Nasello europeo, soprattutto nelle aree più calde del suo areale.
- Merluzzo bianco mediterraneo, dove presente, può risentire del riscaldamento.
- Alcune specie che vivono prevalentemente in acque profonde e fresche, come diversi scorfani e pesci cartilaginei, possono essere indirettamente penalizzate.
Al contrario, specie tipiche di acque più calde, come la ricciola, il barracuda mediterraneo e la lampuga, in molti casi stanno ampliando la loro presenza.
I pesci di mare che soffrono meno il caldo sono generalmente quelli che si sono evoluti in acque temperate calde o tropicali. Molti di loro tollerano bene temperature superiori ai 25–28 °C, purché ci sia abbastanza ossigeno e il riscaldamento non sia estremo.
Nel Mediterraneo, tra le specie più tolleranti ci sono:
- Ricciola: cresce bene in acque calde ed è spesso più abbondante durante le estati molto calde.
- Lampuga: specie tipica di acque calde, frequente soprattutto in estate e in autunno.
- Barracuda mediterraneo: negli ultimi decenni ha ampliato la sua diffusione in molte aree del Mediterraneo.
- Orata: tollera bene temperature elevate e vive anche in lagune, dove l’acqua può diventare molto calda.
- Spigola: ha una buona capacità di adattamento e sopporta ampie variazioni di temperatura e salinità.
- Cefalo: è tra i pesci più resistenti e vive spesso in acque costiere calde e poco profonde.
Tra le specie tropicali che stanno diventando sempre più comuni nel Mediterraneo ci sono:
- Pesce coniglio, molto resistente alle alte temperature.
- Pesce palla argenteo, anch’esso adattato ad acque calde (pur essendo una specie invasiva e tossica).
Nel Mediterraneo, il cambiamento climatico sta favorendo soprattutto le specie amanti del caldo, mentre quelle legate ad acque più fresche tendono a ridursi o a spostarsi verso nord o in profondità. Questo sta modificando progressivamente la composizione delle comunità di pesci presenti nel mare.
Lea también
- Cómo se mueven los peces en el agua
- ¿Por qué no deberías liberar peces de colores?
- Come parlano i delfini
¿Quieres ver una selección de nuestras novedades?
- Suscríbete a nuestro Newsletter haciendo clic aquí;
- También estamos en noticias de Google, activa la estrella para agregarnos a tus fuentes favoritas;
- Síguenos en Facebook, Instagram e Pinterest.

