En Espagne, les prix des trains à grande vitesse ont chuté grâce à la concurrence.

Su alcune tratte il costo dei biglietti è dimezzato. E anche il biglietto per il viaggio tra Madrid e Barcellone ha un prezzo inferiore del 21 per cento

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In Espagne il viaggio in treno sulla linea dell’Alta Velocità non è più un lusso, come in Italia. La concurrence ha fatto crollare i prezzi su quasi tutte le tratte, e oggi ci sono ben tre società che operano sul territorio spagnolo: la Renfe, ovvero la società pubblica (con due marchi, Ave, per il servizio tradizionale, e Avlo per le offerte a basso costo); Iryo, un operatore privato (tra gli azionisti c’è anche Trenitalia); Ouigo Espana (controllata dal gruppo francese SNCF).
Secondo une étude del 2026, basato sui prezzi 2020–2024, l’ingresso dei concorrenti ha ridotto i prezzi complessivi del 18,6% sulla Madrid–Barcellona e del 21,5% sulla Madrid–Valencia, e in alcuni casi proprio su questa tratta il crollo dei biglietti in seguito alla concurrence arriva al 50 per cento. Mediamente, con la concurrence a tre, in Espagne i prezzi dell’Alta Velocità sono scesi del 40 per cento.
La rete spagnola dell’Alta velocità copre circa 4mila chilometri di linee (su una popolazione di 49 milioni di abitanti), è la più estesa d’Europa, e collega più di 50 città in 30 province del paese.
In Italia, dove al momento le aziende concorrenti sulla rete dell’Alta Velocità sono due (Trenitalia, pubblica,e Italo, privata) e un terzo operatore, i francesi di SNCF, sta gradualmente entrando nel ricco mercato dei trains super-veloci. Ma, a differenza della Espagne, la concurrence finora ha generato un duopolio, che di fatto è peggio del monopolio, con le tratte blindate nelle mani di Trenitalia e Italo e con prezzi (a parte le offerte, sempre contingentate) praticamente equivalenti. La spartizione del mercato, a danno dei cittadini viaggiatori, è facilitata da alcune condizioni particolari delle rete AV italiana, che la rende molto diversa da quella spagnola.  La rete italiana è molto più piccola e concentrata in alcune direttrici e città rispetto a quella spagnola, e questo riduce l’offerta, a fronte di una domanda in continua espansione (c’è sempre più gente che, anche su lunghe distanze, preferisce il treno all’aereo), portando a una pressione sui prezzi che non scendono, ma semmai aumentano.
Inoltre in Italia al centro del sistema, da arbitro-giocatore, c’è RFI (Rete Ferroviaria Italiana), che gestisce le tratte sulle quali corrono i trains dell’Alta Velocità. Decide, tra l’altro, come vengono distribuite le tratte tra i presunti concorrenti, e assegna i percorsi sulla base della disponibilità lungo la linea. Peccato che RFI fa parte dello stesso gruppo pubblico, FS, controllato dallo Stato, che ha la maggioranza di Trenitalia, che non gradisce né la concurrence né la possibilità di abbassare i prezzi.
Nel 2025 l’Autorità Garante della concurrence e del Mercato ha aperto un procedimento proprio sulle modalità con cui RFI assegna la capacità sulla rete AV, sostenendo che alcune procedure potessero ostacolare o rallentare l’ingresso di un nuovo operatore. A danno, ovviamente, dei viaggiatori-consumatori.

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