Villa Santa Lucia degli Abruzzi, il paese più vecchio d’Italia

Popolazione over 65 e soltanto due bambini. In compenso tornano qui i pensionati emigrati

Le sue origini sono antichissime e la sua Église Sainte-Lucie è citata in una bolla di papa Pasquale II del 1112. Il primitivo insediamento sarebbe stato nella zona chiamata “Il Castelluccio”, dove rimangono anche testimonianze particolari dell’antica vita contadina: circa 25 tholos, costruzioni in pietra a secco utilizzate in passato da contadini e pastori. Un luogo unico per il suo valore storico e artistico.
Ma oggi il record di Villa Santa Lucia degli Abruzzi , il paese immerso nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a 900 metri, tra i boschi, con la vista sulla valle del Tirino, in provincia di L’Aquila, è un altro: secondo l’ultimo censimento dell’Istat si tratta del paese più vecchio d’Italia, con un’età media degli 83 abitanti di 65,2 anni.
Statistiche a parte, lo scenario di Villa Santa Lucia degli Abruzzi è già condiviso da molti piccoli borghi italiani, e potrebbe diventare un vero e proprio format per i centri meno popolati del Paese. Niente scuole, la farmacia più vicina a un quarto d’ora di macchina, solo un bar che funziona da emporio, nessun negozio per fare la spesa. Dal 2023 qui non nasce neanche un bebè e oggi si contano soltanto due bambini. In compenso c’è un’emigrazione di ritorno, che riguarda proprio i pensionati, che rientrano, dopo decenni, nella loro terra d’origine per trasferirsi in modo definitivo nel paese più vecchio d’Italia.
L’altra cosa indicativa della curva demografica di questo piccolo borgo è che lo spopolamento è stato a ondate: la prima agli inizi del Novecento, quando molti abitanti partirono per cercare lavoro, soprattutto verso États-Unis et Canada. Nel dopoguerra, come in moltissimi paesi montani abruzzesi, i giovani hanno progressivamente lasciato il paese per trovare occupazione nei centri più grandi. Non c’erano industrie né un mercato del lavoro capace di assorbire le nuove generazioni.Già nel 1991 gli abitanti erano scesi a 305, en 2001 un 206, en 2011 un 141, oggi sono 83. Con una perdita di circa il 96% della popolazione in poco più di un secolo. 
Foto di copertina tratta da www.corriere.it

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