La Scuola dei Desideri “Mario Silvestri”, a Pacentro, alle pendici del Parco Nazionale della Maiella, a pochi chilometri da Sulmona, è speciale perché non è semplicemente un edificio scolastico: è un progetto che ripensa il modo in cui una scuola nasce, si usa e si relaziona con il territorio e con l’ambiente,La scuola è stata realizzata dopo il terremoto del 2009 grazie ai fondi per la ricostruzione, in un piccolo borgo abruzzese, impoverito dallo spopolamento, rappresenta un investimento sul futuro e un tentativo di rendere il territorio più attrattivo per le famiglie. Il progetto è nato da un percorso di progettazione partecipata in cui gli alunni, gli insegnanti, le famiglie e la comunità hanno contribuito a definire gli spazi e le priorità. I bambini hanno persino scelto il nome “Scuola dei Desideri” e proposto idee come grandi lucernari per vedere le stelle e un forte rapporto con gli spazi esterni. Progettata dagli studi guidati da Mario Cucinella e LAP Architettura, la scuola si ispira al concetto di paysage d'apprentissage: il paesaggio diventa parte del processo educativo, e le aule sono organizzate attorno a un’agorà centrale, con pareti curve, trasparenti e mobili che permettono di trasformare facilmente gli ambienti.
Ampie vetrate affacciano direttamente sull’Appennino e sul Parco della Maiella, creando un continuo dialogo tra interno ed esterno. La natura non è uno sfondo, ma uno strumento didattico quotidiano.
- Molte attività si svolgono all’aperto: orto didattico, osservazione dell’ambiente, laboratori scientifici e percorsi nel verde. L’idea-guida del progetto è che si impari anche attraverso l’esperienza diretta del territori.
- Infatti la Scuola dei Desideri è anche un centro civico: oltre a ospitare la scuola primaria e secondaria di primo grado, l’edificio è progettato per essere utilizzato dalla comunità locale, diventando un luogo di incontro e di attività culturali per il paese.
- Quanto ai programmi didattici, le materie sono quelle classiche: italiano, matematica e scienze, storia e geografia, lingue straniere (inglese e francese), arte, tecnologia, musica e educazione motoria.Ma quello che cambia sostanzialmente è il rapporto con l’ambiente: c’è molta attenzione all’Enseignement en plein air, cioè attività fuori dall’aula (nel paesaggio della Maiella, nel giardino, negli spazi esterni)
- Gli spazi sono flessibili: si lavora spesso in gruppi, laboratori e attività cooperative, e l’ambiente stesso è pensato come “strumento didattico”: il paesaggio, la luce, l’architettura diventano parte dell’apprendimento.
L’immagine di copertina è tratta dal portale dello studio LAP architettura
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