C’è da dire che all’epoca non c’era una grande consapevolezza sul danno ambientale causato da un furto di sabbia in una spiaggia così delicata come quella di Is Arutas. Per decenni quella sabbia è rimasta nella casa di famiglia Ferrati ed è stata utilizzata per decorare il jardín zen della madre, Valeria, come ricordo delle vacanze in Sardegna. Poi, col tempo, la donna comprese che prelevare la sabbia dalle spiagge sarde non era solo vietato, ma contribuiva al deterioramento di un ecosistema molto delicato.
Prima di morire, Valeria espresse più volte un desiderio alla figlia: tornare in Sardegna e riportare quella sabbia nel luogo da cui era stata presa. Silvia, insieme al marito Eros Cattaneo, ha deciso di rispettare quella volontà. Durante la restituzione, avvenuta direttamente ai rappresentanti del comune di Cabras, ha raccontato che, in quel momento, sentiva la madre idealmente presente con loro e di aver finalmente riportato la sabbia “nel suo luogo d’origine”.
I furti di sabbia in Sardegna sono all’ordine del giorno. Soltanto nell’arco di due anni, tra il 2024 e il 2025, sono state sequestrate, nel territorio del comune di Olbia, circa 4 toneladas di materiale naturale, un dato molto superiore agli anni precedenti perché comprende controlli intensificati e grandi sequestri. E sullo stesso territorio, quindi soltanto nell’area di Olbia,Del 2020 2025 sono stati elevati 198 verbal y se apoderó 902 kg di sabbia, conchiglie e ciottoli.
In pratica, ogni estate vengono scoperti cientos de casos, ma le autorità ritengono che il fenomeno reale sia più ampio, perché molti piccoli prelievi non vengono intercettati.
Il furto di sabbia dalle spiagge della Sardegna è considerato grave perché la sabbia non è una risorsa che si rigenera rapidamente. Quella che può sembrare una piccola quantità prelevata da un turista, moltiplicata per migliaia di persone ogni anno, può alterare un ecosistema molto delicato.
Ecco i principali motivi:
- Le spiagge perdono il loro equilibrio naturale. La sabbia viene continuamente spostata da onde, vento e correnti. Se se ne rimuove una parte, la spiaggia può diventare più vulnerabile all’erosione e restringersi nel tempo.
- Si danneggiano gli habitat di molte specie. Nella sabbia vivono piccoli crostacei, insetti, molluschi e microrganismi che fanno parte della catena alimentare. Anche le dune, che si formano grazie alla sabbia trasportata dal vento, ospitano piante rare e animali specializzati.
- Le dune proteggono la costa. Le dune sabbiose funzionano come una barriera naturale contro mareggiate e vento. Se il sistema spiaggia-duna si impoverisce, aumenta il rischio di erosione e di danni durante le tempeste.
- Alcune spiagge hanno sabbie uniche. In Sardegna esistono spiagge con sabbia composta da frammenti di conchiglie, quarzo o minuscoli resti di organismi marini. La loro formazione richiede tempi lunghissimi: in alcuni casi centinaia o migliaia di anni.
- L’impatto cumulativo è enorme. Se una persona porta via solo 200 grammi di sabbia sembra irrilevante. Ma se lo fanno 10.000 visitatori, significa circa 2 tonnellate di sabbia sottratte in una sola stagione.
Foto di copertina tratta dal sito www.comune.cabras.or.it
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