Finalmente abbiamo il forno che parla con il condizionatore. Ci mancava. Nel nome della sostenibilità, l’etichetta vincente per creare nuovi prodotti di fascia alta sui quali i margini dei guadagni sono i più solidi, la tecnologia ci consente di mettere in casa due elettrodomestici coordinati (forno e condizionatore) che conversano. Non hanno bisogno di una tazza da tè per riscaldare il colloquio, bastano i sensori e l’intelligenza artificiale, e non parlano delle previsioni del tempo oppure dei figli a scuola, ma si scambiano educatamente notizie sul loro funzionamento. In pratica: il forno dice al condizionatore “Adesso lavoro io” e il condizionatore avvia un pre-raffrescamento nella zona della cucina per evitare che l’ambiente si surriscaldi troppo e per neutralizzare gli effetti dell’ondata di calore prima che si materializzi. Inoltre, promettono gli inventori dei nuovi apparecchi, non ci dovrebbero essere eccessive sovrapposizioni dei consumi, e l’utente dovrebbe, con la gestione intelligente dei carichi e grazie a una funzione automatica di blocco dei picchi di consumo del compressore, evitare il blackout, in quanto parliamo di elettrodomestici particolarmente energivori.
Peccato che l’intelligenza, specie quella artificiale, è molto cara. Per mettere in casa il forno e la lavatrice dotati del sale nella zucca, dovete essere pronti a spendere circa 2mila euro, consolandovi con il fatto che nel prezzo è compresa anche una app con i ricettari stagionali e una telecamera interna al forno che riconosce il cibo tramite la solita intelligenza artificiale.
L’aggiornamento tecnologico mirato alla domotica, e declinato secondo i mantra della sostenibilità, ha creato un mercato su misura per la tribù dei consumidores verdes, eccitati da qualsiasi proposta di nuova innovazione, e prigionieri di un marketing sfrenato che pompa l’industria degli elettrodomestici intelligenti. Come rinunciare al frigorifero con le telecamere che riconosce gli alimenti inseriti, ti avvisa quando si avvicina la scadenza, e calcola le calorie consumate quando li estrai dallo sportello? La lavastoviglie perfetta è quella che, grazie all’intelligenza artificiale, fotografa piatti e bicchieri nei cestelli, riconosce lo sporco da pulire e imposta da sola il livello di lavaggio che dovrebbe ridurre sprechi e consumi di energia. Le friggitrici connesse sono in grado di completare la cottura di cibi che hanno tempi molto diversi (per esempio carne e patatine) nello stesso momento, così si va tutti a tavola insieme! Le macchinette per il caffè con calibrazione remota regolano via app la temperatura dell’acqua e la macinazione, e per un miracolo della scienza l’espresso dovrebbe avere un sapore molto speciale. I pavimenti si lavano con dei mini-robot che sanno a memoria come impostare la temperatura e la velocità e come evitare gli ostacoli durante il loro lavoro (intelligente). Il televisore intelligente è progettato su misura per la tv on demand: non hai bisogno di sapere oggi che cosa va in onda, ma puoi costruire il tuo palinsesto in pochi secondi e farlo partire quando vuoi e appena sei finalmente comodamente seduto sul divano.
La narrazione degli elettrodomestici intelligenti e super sostenibili, come oggetti si staus, ai quali non si può rinunciare, ha un punto critico che sfugge al consumatore medio fino a quando non ci va a sbattere con il muso: la durata di questi apparecchi. Saranno pure dei geni, ma hanno vita breve rispetto ai loro predecessori: gli elettrodomestici degli anni Ottanta e Novanta (che nonostante la brevità del tempo trascorso appartengono ormai all’età della pietra della tecnologia) duravano mediamente 20-30, mentre quelli di oggi hanno un ciclo di vita tra i 7 e i 10 anni. Capirete bene che di fronte a questi numeri qualsiasi ipotetica convenienza in materia di riduzione dei consumi e degli sprechi si azzera, e tutto si riduce a un’operazione di mercato, senza vantaggi né per i consumatori né per l’ambiente (tra l’altro aumentano, con i ricambi così ravvicinati, gli elettrodomestici da smaltire).
La vita degli elettrodomestici che si accorcia è legata al fatto che si tratta di apparecchi che sono dei veri e propri computer: contengono schede madri, microprocessori, moduli Wi-Fi e sensori molto delicati. Materiale, prima che intelligente, di natura elettronica e non meccanica, e come tale più facilmente deperibile anche solo quando c’è uno sbalzo di tensione della rete elettrica. In questo modo il consumatore diventa prigioniero del prodotto e di chi lo fabbrica, come avviene puntualmente nel caso di una scheda deteriorata. Arriva il tecnico a casa e la sua diagnosi non prevede replica: “Andrebbe sostituita, ma a questo punto le conviene comprare l’elettrodomestico nuovo…”. Con tanti saluti alle leggi nazionali ed europee sul diritto alla riparazione.
Il forno che parla con il condizionatore, e viceversa, in un arco di tempo molto breve, qualche anno, avrà un software obsoleto, non più compatibile con i nuovi sistemi operativi dei telefoni oppure con i nuovi sistemi Wi-Fi. E non è prevista alcuna modalità di aggiornamento e manutenzione: a quel punto bisogna soltanto sostituire forno e condizionatore con i modelli di ultima generazione.
La longevità che si accorcia, laddove sarebbe semplice, se soltanto qualcuno lo volesse, allungare la vita degli elettrodomestici proprio grazie alla tecnologia, può derivare anche dall’imbroglio dell’obsolescenza programmata, la pianificazione del consumatore che diventa prigioniero del suo acquisto. Un esempio? Ogni modello di iPhone, che viene celebrato in pompa magna da chi lo produce, ha un ciclo di vita efficace più breve del precedente, e uno smartphone ormai dura mediamente tre anni, poi serve quello nuovo. In materia esiste una vera letteratura giuridica con le varie sentenze di condanna per i big del settore come Apple e Huawei.
Una investigación sul tema dell’obsolescenza e della longevità degli elettrodomestici condotta in Germania e coordinata da ricercatori legati alle università tedesche di Amburgo e Bonn, ha scoperto che negli ultimi vent’anni la vita media di un televisore si è dimezzata, la longevità della lavatrice è crollata del 45 per cento e quella dei forni del 39 per cento.
Sarebbe interessante sapere dal singolo acquirente dell’elettrodomestico claro se, una volta a conoscenza dell’abisso che separa la durata della vita del suo gioiello da quello che aveva comprato il padre, è sempre convinto che il gioco valga la candela. O se non pensi che sia meglio tenersi un forno e un condizionatore magari stupidi, che non si parlano, ma almeno hanno una vita lunga.
Auto, motorini, mobili, vestiti, cibo: tutti i consumi sono travolti dall’onda lunga della falsa sostenibilità. Nel nome del green si moltiplicazioni speculazioni e persino truffe. Tutto raccontato in este libro.
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