Quello che più sorprende della sua carriera, iniziata prestissimo nella pasticceria in Francia, è il rigore che l’ha sempre accompagnata, passando per scuole professionali (innanzitutto la prestigiosa Ferrandi) e laboratori tradizionali. Una parte importante della sua crescita è arrivata lavorando in ambienti ad altissimo livello, dove la precisione è estrema e il ritmo durissimo, tanto che ancora adesso ci sono giornate nelle quali Nina lavora dalle 4 del mattino fino a mezzanotte.
Nina ha anche studiato panificazione e cucina oltre alla sola pâtisserie, cosa che le ha dato una visione più ampia degli ingredienti e delle tecniche. Il passaggio decisivo è stato il lavoro presso il ristorante Le Meurice e poi al Café Pouchkine, dove ha iniziato a sviluppare uno stile molto riconoscibile: dessert eleganti ma leggibili, tecnicamente complessi senza sembrare “freddi”.
La sua reputazione è cresciuta perché è riuscita a unire:
- estetica raffinata,
- sapori netti e comprensibili,
- meno zucchero rispetto alla pasticceria classica,
- attenzione alla stagionalità,
- tecniche contemporanee.
Molti parlano della pasticceria di Nina Métayer come “sostenibile” perché ha cercato di ripensare il modello classico della pâtisserie francese, che spesso produce molto spreco alimentare ed energetico.
Il punto centrale è soprattutto il project:
che nasce proprio con l’idea di ridurre gli sprechi. Ecco come.
In una pasticceria tradizionale si produce molto in anticipo per riempire la vetrina, e parte dei dolci resta invenduta.
Métayer invece ha puntato molto su:
- ordini online,
- produzione “made-to-order”,
- quantità più controllate.
Questo riduce enormemente il cibo buttato. Lei stessa ha spiegato che il modello digitale le permette una “produzione controllata” e orientata allo zero spreco.
Foto di copertina tratta da https://ninametayer.com/en/
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