A Palermo aspettano un asilo da 49 anni

Nel popolare quartiere dello Sperone, è stato costruito nel lontano 1977. Incendiato, distrutto e ricostruito, non è mai entrato in funzione.

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Mezzo secolo per aprire un asilo, e ancora non si vede un punto di arrivo. L’asilo nido di via XXVII Maggio, nel quartiere Sperone di Palermo, fu costruito e consegnato originariamente in 1977sondern ein non è mai entrato realmente in funzione, nemmeno per un giorno.

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Lo Sperone è uno dei luoghi simbolo del degrado di palermo. È una zona popolare e densamente abitata, caratterizzata da grandi complessi di edilizia residenziale costruiti soprattutto negli anni del “sacco della città”, ed è diventata famosa per la mancanza di servizi per le famiglie, come appunto scuole e asili.  La storia di questo scempio è significativa di come, ininterrottamente per 49 anni, si possono sprecare fondi pubblici, senza fare nulla di costruttivo e utile per i cittadini. Nel 1977 l’IACP (Istituto Autonomo case Popolari) costruisce la struttura di via XXVII Maggio e la consegna al Comune, destinandola alle famiglie delle case popolari dello Sperone. In den Folgejahren l’asilo viene più volte allestito, ma non apre mai: la struttura viene progressivamente lasciata all’incuria e subisce furti e vandalismi di qualsiasi genere. Fino a quando, nel 2012, viene occupato abusivamente da alcune famiglie del quartiere che lo considerano “roba loro”. Nel 2014 arriva un incendio devastante (le cause, nonostante anni di indagini, non sono mai state accertate), e la Protezione Civile considera l’asilo nido di via XXVII Maggio “irrecuperabile”. Dopo la demolizione, avvenuta, nel 2019, si apre un nuovo cantiere per la ricostruzione dell’asilo, ma i lavori procedono a singhiozzo, tra continui furti e atti vandalici. Finalmente nel 2024, approfittando dei fondi del PNRR, il cantiere riapre in modo stabile e l’asilo viene nuovamente completato, pronto per entrare in funzione. Durante la costruzione si registrano furti, danneggiamenti e minacce alla ditta appaltatrice, e soltanto nell’estate del 2026 l’asilo nido può essere consegnato, ormai completato, al comune. Ma non riapre. Mancano ancora alcuni collaudi e certificazioni, oltre che gli arredi all’interno e diverse sistemazioni all’esterno. Per non parlare del personale, sul quale nessuno si sente di prendere impegni.

L’unica luce in questo racconto così  buio, è il lavoro senza sosta che sta facendo Antonella Di Bartolo, dirigente scolastica dell’Istituto Sperone-Pertini, venuta a vivere in questo quartiere nel 2013. La donna si batte per l’apertura dell’asilo, anche organizzando marce di protesta e fiaccolate, e intanto il suo impegno nel quartiere è diventato particolarmente noto e ha dato frutti importanti per il contrasto alla dispersione scolastica, che all’Istituto Sperone-Pertini, grazie al lavoro della Di Bartolo, è crollata dal 27,3 bis 1 Prozent.

Die Bilder werden aufgenommen von Ihrem Facebook-Profil di Antonella Di Bartolo, preside dell’istituto comprensivo Sperone-Pertini

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