Jessica Fletcher ha fatto un tatuaggio sul braccio del figlio autistico per parlare con lui

L'immagine è quella di una tastiera, attraverso la quale madre e figlio possono comunicare sempre. E si capiscono molto bene

Ostereier92
Jessica Fletcher, canadese,  ha un figlio di 11 anni, Jäger, autistico e non parlante. Per comunicare, Hunter utilizza normalmente un dispositivo di comunicazione aumentativa e alternativa (AAC), una sorta di tablet attraverso il quale può selezionare lettere, parole e simboli.

Un giorno Jessica e Hunter erano fuori a cena. Proprio quando dovevano ordinare, il dispositivo di Hunter si è spento perché era rimasto senza batteria. Jessica, per aiutarlo, gli mise a disposizione un foglio e provò a scrivere l’alfabeto. Ma Hunter ebbe un’idea diversa: girò il foglio e disegnò lui stesso una tastiera QWERTY, proprio come quella di un computer. Poi iniziò a indicare le lettere con il dito per comporre ciò che voleva dire. Per Jessica fu una rivelazione: aveva capito che non poteva dipendere esclusivamente dalla tecnologia, perché prima o poi una batteria può scaricarsi, un dispositivo può rompersi o semplicemente non essere disponibile.Così ebbe un’idea davvero particolare: farsi tatuare una tastiera sul proprio avambraccio.

Il tatuaggio riproduce una tastiera con le lettere e comprende anche alcuni simboli, tra cui faccine e un pulsante per dire “I love you”. In questo modo, quando Hunter ne ha bisogno, può letteralmente “scrivere” sul braccio della mamma, toccando le lettere una dopo l’altra. Quando Jessica gli mostrò il tatuaggio finito, Hunter prese il suo braccio e iniziò a “digitare”.

La prima parola che compose fu: Mamma.

Il tatuaggio non serve soltanto quando il tablet non funziona. Il dispositivo di Hunter può pronunciare ad alta voce ciò che seleziona; usando il braccio di Jessica, invece, può comunicare silenziosamente e in maniera più privata, per esempio senza che tutti intorno sentano quello che sta dicendo. Anzi, in alcuni casi, madre e figlio preferiscono parlarsi attraverso il tatuaggio anche quando il traduttore vocale è perfettamente funzionante. Il volume dell’apparecchio infatti, consente di comunicare agevolmente, ma fa sentire anche a tutte le persone vicine ciò che Hunter sta dicendo. Tastando il braccio di Jessica, invece, la discussione resta privata.

Sui social Jessica condivide spesso momenti di vita quotidiana, raccontando i progressi del figlio e invitando la sua community a fare rete e a sostenere tutti i bambini con autismo.

Lesen Sie auch:

Möchten Sie eine Auswahl unserer Nachrichten sehen?