Giampiero Passaro, ogni pomeriggio, si affaccia sulla spiaggia libera di Ercolano, la Favorita, in provincia di Napoli, e inizia il suo lavoro di volontario dell’ambiente. Attrezzato con un secchio, i guanti, la ramazza e qualche panno per la polvere, appena i bagnanti lasciano la spiaggia, raccoglie cartacce, mozziconi di sigaretta, bottiglie di vetro, lattine e altri rifiuti abbandonati sulla sabbia. Quando gli hanno chiesto i motivi di questo gesto così semplice quanto potente, ha risposto così: <Non mi considero un eroe civile per la mia attività di volontario. lo faccio per amore della mia città, che considero la mia seconda casa. E ci tengo che sia bella e pulita…>.
Il gesto quotidiano di Giampiero ha attirato l’attenzione di residenti e frequentatori della spiaggia della Favorita, con un effetto-contagio, e in alcuni casi altre persone hanno deciso di affiancarlo nelle attività di pulizia. Un esempio concreto è il caso di un gruppo di volontari legati all’Ercolanese Calcio che si è unito a lui per ripulire il piazzale e gli spazi vicino alla spiaggia, raccogliendo rifiuti abbandonati.
Anche la partecipazione delle famiglie e dei bambini è diventata parte della storia della spiaggia pubblica di Ercolano: alcune iniziative nate attorno alla Favorita hanno coinvolto genitori e piccoli frequentatori, trasformando la cura del luogo in un momento di comunità.E così il lavoro di Giampiero è diventato anche un’attività educativa per insegnare il rispetto e l’amore per il mare. Il meccanismo è molto semplice: i bambini vedono Giampiero arrivare con guanti e sacchi, raccogliere quello che altri hanno lasciato sulla sabbia, e spesso gli chiedono di poter partecipare. Non vivono la raccolta come un compito imposto dagli adulti, ma come una sorta di “missione” sulla spiaggia: cercano piccoli rifiuti, li raccolgono e li portano nei sacchi. Due fratellini, arrivati alla spiaggia con la mamma, dopo aver osservato Passaro, hanno voluto aiutarlo. Hanno chiesto i guanti e hanno iniziato a raccogliere rifiuti; uno dei due usava persino una piccola carriola giocattolo per trasportarli sulla sabbia. Per loro era un gioco, ma allo stesso tempo imparavano una regola concreta: se un posto è bello e appartiene a tutti, bisogna proteggerlo.
Titelbildquelle: Il Mattino
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