Venduti come giocattoli, erano animali vivi | Non Sprecare
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Venduti come giocattoli, erano animali vivi

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I carabinieri del Nas di Milano hanno sequestrato 150mila confezioni di uova di crostacei vendute come giocattoli per un valore complessivo di circa un milione di euro.
Da tempo in diversi negozi era possibile acquistare queste scatole contenenti appunto `uova di crostacei´, dalle quali, una volta messe negli acquari, si sviluppano esemplari di Artemia Salina (le cosiddette “scimmie di mare”).
Le confezioni in questione, prodotte in Cina, venivano importate come giocattoli da un’azienda di Milano, che le distribuiva a edicole e negozi specializzati in articoli da gioco, con il nome di `Skifidol di mare´, per la successiva vendita al consumatore che era in contrasto, spiegano i carabinieri del Nas, con la normativa nazionale e comunitaria di settore che “sottopone a vigilanza veterinaria l’importazione di animali vivi d’acquacoltura, a qualsiasi grado di sviluppo, vietandone il commercio in negozi non specificatamente autorizzati o riconosciuti a tale scopo dalle autorità sanitarie locali”.
Il Ministero della Salute, sottolinea ancora il Nas, ha pertanto prescritto il sequestro dei prodotti che i carabinieri hanno eseguito nel magazzino della ditta importatrice che si trova in provincia di Monza.

La vicenda
Ma sono diverse, e sparse in tutta Italia, le aziende che hanno importato dalla Cina le uova di crostacei, vendute come “Skifidol di mare”.
Le indagini dei Nas sono partite a gennaio con dei controlli sulla sicurezza dei giocattoli. Così è stato scoperto che alcune ditte avevano importato uova di “scimmie di mare” vendendole come giocattoli, con tanto di mangime allegato e tutto il necessario per farle crescere, incluso il sale da mettere nell’acqua.
Da allora, con il Ministero della Salute, è stato imposto il ritiro dal commercio di tutti i prodotti. Finora in tutto ne sono state sequestrate circa 300 mila confezioni, la metà due giorni fa nel deposito in provincia di Monza di una ditta milanese.
“Le aziende stanno collaborando” ha spiegato il capitano Paolo Belgi, comandante dei Nas di Milano. Le ditte hanno mostrato i documenti di un ente certificatore che li ha certificati come giocattoli. E anche su questo aspetto sono iniziate le verifiche.
Al momento non ci sono ipotesi di reato né indagati, la questione è solo amministrativa. “Non sono stati riscontrati rischi per i consumatori” ha aggiunto Belgi, spiegando che comunque “saranno svolti degli accertamenti su tutta la filiera”. In futuro gli Skifidol di mare potrebbero tornare in vendita, ma in negozi autorizzati – come quelli di animali – non certo in edicola.